Club Culturale La Viaccia

 

Concorso Nazionale di Poesia

 

Il Bottaccio

 

Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci”

11^ edizione

 

Comunichiamo  i vincitori del Premio di Poesia "Il Bottaccio"2017

 XI edizione

 

 

 Sezione A - tema libero

Primo classificato: Ivan Fedeli (MB) con la poesia "Resistenze Urbane"

Seconda classificata: Giulia Martini (PT) con la poesia "Deserto come sfondo del tuo desktop"
 
Terzo classificato: Fabrizio Bregoli (BS) con la poesia "Le cose non ci pensano"
 
Quarto classificato: Davide Rocco Colacrai (AR) con la poesia "L'ultimo colore delle cose"
 
Poesie segnalate:
 
Antonella Pederiva (VI) con la poesia "la giusta prospettiva"
Carmelo Consoli (FI) con la poesia "Il bianco delle case"
 
Sezione B - poesia dialettale

 
Primo classificato: Edoardo Penoncini (FE) con la poesia "La luna int al pòz"

Poesia segnalata: Nedda Mariotti Giromella (MS) con la poesia "En t' la me' vign' en fest'"

Il concorso è stato ideato dall'associazione culturale

La Viaccia ed è un'iniziativa finalizzata alla diffusione

della poesia e al riconoscimento di autori meritevoli.

 

REGOLAMENTO

 

Art. 1

Il concorso nazionale di poesia in lingua italiana è rivolto a tutti gli autori che abbiano compiuto i diciotto anni.

Art. 2

Pur essendo un concorso nazionale è ammessa la partecipazione di poesie provenienti dall'estero, purché in lingua italiana.

Art. 3

Il concorso si articola in due sezioni: sezione A – Poesia inedita in lingua italiana a tema libero (in versi liberi o in metrica); sezione B – Poesia dialettale affiancata da traduzione in lingua italiana.

Art. 4

Ogni autore può inviare fino a due poesie e può partecipare a una sola sezione.

Art. 5

Le poesie non devono superare i 35 versi.

Art. 6

Le poesie devono essere inviate entro Domenica 8 Ottobre 2017. Per gli invii cartacei farà fede il timbro postale.

Art. 7

INVIO

A mezzo posta: dovrete inviare le poesie in numero di sette copie non spillate tra loro né piegate, di cui cinque senza alcun dato identificativo. Una copia, oltre al testo, dovrà contenere le generalità dell'autore, l’indirizzo postale, l’indirizzo e-mail e se possibile il numero telefonico. Dovrete inviare anche la scheda di partecipazione che potete trovare in fondo al regolamento, con la dichiarazione che l’opera è frutto del vostro estro creativo, firmata in entrambe le parti e compilata con i vostri dati anagrafici. (*)

 Indirizzo: Circolo Ricreativo “Leonardo da Vinci”, Via Bonellina n. 233, 51100 Pistoia

A mezzo e-mail: come allegato in formato PDF. Nel corpo della mail dovrete inserire le generalità dell'autore, l’indirizzo postale, l’indirizzo email e se possibile il numero telefonico. Allegate inoltre la scheda di partecipazione che potete trovare in fondo al regolamento, con la dichiarazione che l’opera è frutto del vostro estro creativo, firmata in entrambe le parti e compilata con i vostri dati anagrafici. (*)

 Indirizzo: ilbottaccio16@gmail.com

Art. 8

A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte di ogni autore di € 14,00, se inviate per e-mail e € 13.00 se spedite con materiale cartaceo, somme che potranno essere versate secondo le seguenti modalità:

Versamento su Conto Corrente Postale n. 82391590 intestato a: Nicola Giudice, Via Bonellina 316, Pistoia, indicando nella causale la partecipazione alla 11^ edizione concorso di poesia “Il Bottaccio”, nome e cognome dell'autore e titolo della poesia.

Bonifico bancario anche on-line su Conto Corrente Postale intestato a: Nicola Giudice, IBAN: IT28B0760113800000082391590, indicando nella causale la partecipazione alla 11^ edizione concorso di poesia “Il Bottaccio”, nome e cognome dell'autore e titolo della poesia.

Carta Postepay n. 4023600919596603 intestata a Nicola Giudice, codice fiscale GDCNCL52P29B888K, inviando poi via e-mail a: ilbottaccio16@gmail.com una notifica dell'avvenuto versamento indicando nome e cognome dell'autore e titolo della poesia.

Nel caso la poesia venga inviata per posta si può allegare qualsiasi tipo di ricevuta di versamento cartacea al plico.

Art. 9

Non possono partecipare al bando le poesie che hanno vinto o si sono classificate nelle prime tre posizioni in altri concorsi nazionali o internazionali. Qualora si verificasse questa eventualità le poesie verranno escluse dal concorso.

Art. 10

Premi:

Per la sezione A:
 
I° classificato premio di € 600,00
II° classificato premio di € 300,00
III° classificato premio di € 200,00

Per la sezione B:

I° classificato premio di € 300,00

Sono previste targhe di riconoscimento e menzioni d’onore.

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria.

Art. 11

I vincitori saranno avvisati in tempo utile tramite e-mail, lettera o telefono.

Art. 12

La premiazione avverrà il giorno Sabato 9 Dicembre 2017 alle ore 18,00 a Bonelle presso il Circolo Ricreativo “Leonardo da Vinci” alla presenza dei giurati, dei dirigenti del Circolo e varie autorità cittadine. Tutti i partecipanti al concorso sono invitati alla cerimonia. I premi in denaro verranno ritirati personalmente dagli autori il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva. Tutti i premiati che parteciperanno alla cerimonia saranno invitati a cena presso il ristorante del Circolo. Ai vincitori (esclusi gli abitanti della Toscana) verrà offerto un pernottamento per due persone.

Art. 13

Per informazioni e aggiornamenti potete visitare il sito web del Circolo: www.arcibonelle.altervista.org o il sito della nostra associazione culturale “La Viaccia”, alla voce “Il Bottaccio”: www.laviaccia.org oppure contattare gli organizzatori del concorso inviando una e-mail a Stefano Gargini: stefano.gargini2011@hotmail.com o a Barbara Anne Wilde: barbaraanne.wilde@gmail.com

Art. 14

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso cedono al Circolo Ricreativo “Leonardo da Vinci” di Bonelle il diritto di pubblicare le opere partecipanti in un’eventuale antologia del premio o nei siti internet succitati, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. Le poesie inviate non saranno restituite e la partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio lavoro, del nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web.

 
 
 
 
 
 SCHEDA DI PARTECIPAZIONE
 
In relazione agli art. 13 e 23 del D.lg n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, vi informiamo che i vostri dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell’archivio del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui in epigrafe. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo al “Responsabile del trattamento dei dati personali del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” Via Bonellina n. 233 – 51100 Pistoia.
 
 
 
               Firma ……………………………………………

 

DICHIARAZIONE DI ORIGINALITA'

         Dichiaro che il racconto è frutto del mio estro creativo.

 

               Firma …..............................................

 

DATI IDENTIFICATIVI

 

               Nome____________________Cognome_____________________

           

Nato il_________A__________________________Prov._______

 

Residente in Via/P.zza/V.le________________________________

 

LOCALITA’__________________Provincia _______CAP________

 

E-MAIL______________________________________________

 

Numero telefonico______________________________________

 

(*) Questa scheda con la dichiarazione e i dati identificativi va stampata, firmata e compilata e poi scannerizzata o fotografata, e infine inviata come allegato e-mail.

Naturalmente, per gli invii cartacei, è sufficiente stamparla, firmarla, compilarla e inserirla nel plico dei racconti. 

 

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Il Bottaccio - X Edizione - Elenco delle poesie vincenti e segnalate 

 

ITALIANO

 

VINCENTI

 

1 . "Scoppia il nucleo..." - Gennaro De Falco

Motivazione: il componimento “Scoppia il nucleo” di Gennaro De Falco si caratterizza per la sua particolare configurazione linguistica e musicale: un discorso preciso, un canto serrato e puntuale insieme, sapientemente ricco di pause che fanno risaltare il crescente spezzettamento del mondo; la frammentazione trova quindi in questa poesia la sua musica costitutiva e il suo ritmo ansioso e conturbante. 

2 . "Su fili di tele di ragno" - Joseph Barnato

Motivazione: "Su fili di tela di ragno”, di Joseph Barnato, costruisce una parabola che si incarna nella costruzione di un poemetto curiosamente aperto ad una metrica sperimentale e adeguata. La lingua è duttile e mossa, il linguaggio aderente ad una presa della fragilità e del mondo sapientemente rappresentato nella propria fragile rete.

 3 . "Ascolti il silenzio della notte che ti parla" - Mauro Corona

Motivazione: il componimento “Ascolti il silenzio della notte che ti parla” di Mauro Corona si snoda nella raffinata messa in luce della presenza, attraverso una sapiente modulazione della musica del linguaggio. La dizione è attenta a restituire l'ambiguità in cui si costituisce la lingua della poesia e la sua possibilità fra rappresentazione e sua resa all'inaspettato.

4 . "Benevolo l'inganno" - Alfredo Rienzi

Motivazione: commovente ed umano è “l'inganno” di cui parla Alfredo Rienzi nella sua poesia “Benevolo l'inganno”, reso con un linguaggio fluido ed insieme appuntito da improvvise accensioni oniriche e inaspettate analogie figurative. 

 

SEGNALATE

 

1 . "Torsolo" - Scilla Mastini

2 . "Appunto sulla vita n. 1" - Eleonora Casadei

 

 

DIALETTALE 

 

VINCENTE

 

1 . "A pizzu de abba" - Stefano Baldinu

Motivazione: la poesia “A pizzu de abba”, di Stefano Baldinu, sceglie una tematica di feroce attualità, quella dei bambini morti in mare, e la tratta in una lingua secca, musicalmente ostica e dura, che la rende viva nella sua intrattabilità. La struttura è quella di una ballata, con la ripresa di forme linguistiche della tradizione che si prestano a conferire il lessico classico di una durata ad una cronaca aspra, quotidiana, che rischia di perdersi nell'abitudine al male dei nostri tempi.

 

SEGNALATA

 

1 . "Er pajaccio" - Luciano Gentiletti

 

 

 

 

Concorso Nazionale di Poesia

 



"Il Bottaccio"



Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci”

10^ edizione



Il concorso è stato ideato dall'associazione culturale

La Viaccia ed è un'iniziativa finalizzata alla diffusione

della poesia e al riconoscimento di autori meritevoli.



REGOLAMENTO



Art. 1

Il concorso nazionale di poesia in lingua italiana è rivolto a tutti gli autori che abbiano compiuto i diciotto anni.

Art. 2

Pur essendo un concorso nazionale è ammessa la partecipazione di poesie provenienti dall'estero, purché in lingua italiana.

Art. 3

Il concorso si articola in due sezioni: sezione A – Poesia inedita in lingua italiana a tema libero (in versi liberi o in metrica); sezione B – Poesia dialettale affiancata da traduzione in lingua italiana.

Art. 4

Ogni autore può inviare fino a due poesie e può partecipare a una sola sezione.

Art. 5

Le poesie non devono superare i 35 versi.

Art. 6

Le poesie devono essere inviate entro il giorno 8 Ottobre 2016. Per gli invii cartacei farà fede il timbro postale.

Art. 7

INVIO

A mezzo posta: dovrete inviare le poesie in numero di cinque copie non spillate tra loro né piegate, di cui quattro senza alcun dato identificativo. Una copia, oltre al testo, dovrà contenere le generalità dell'autore, l’indirizzo postale, l’indirizzo e-mail e se possibile il numero telefonico. Dovrete inviare anche la scheda di partecipazione e la dichiarazione che l’opera è frutto del vostro estro creativo (entrambe FIRMATE*) che potete trovare in fondo al regolamento.

Indirizzo: Circolo Ricreativo “Leonardo da Vinci”, Via Bonellina n. 233, 51100 Pistoia

A mezzo e-mail: come allegato in formato PDF. Nel corpo della mail dovrete inserire le generalità dell'autore, l’indirizzo postale, l’indirizzo e-mail e se possibile il numero telefonico. Allegate inoltre la scheda di partecipazione e la dichiarazione che l’opera è frutto del vostro estro creativo (entrambe FIRMATE*) che potete trovare in fondo al regolamento.

Indirizzo: ilbottaccio16@gmail.com

Art. 8

A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte di ogni autore di € 13,00, che potrà essere versato secondo le seguenti modalità:

    Versamento su Conto Corrente Postale n. 82391590 intestato a: Nicola Giudice, Via Bonellina 316, Pistoia, indicando nella causale la partecipazione alla 10^ edizione concorso di poesia “Il Bottaccio”, nome e cognome dell'autore e titolo della poesia.

Bonifico bancario anche on-line su Conto Corrente Postale intestato a: Nicola Giudice, IBAN: IT28B0760113800000082391590, indicando nella causale la partecipazione alla 10^ edizione concorso di poesia “Il Bottaccio”, nome e cognome dell'autore e titolo della poesia.

Carta Postepay n. 4023600919596603 intestata a Nicola Giudice, codice fiscale GDCNCL52P29B888K, inviando poi via e-mail a ilbottaccio16@gmail.com una notifica dell'avvenuto versamento indicando nome e cognome dell'autore e titolo della poesia.

Nel caso la poesia venga inviata per posta si può allegare qualsiasi tipo di ricevuta di versamento cartacea al plico.

Art. 9

Non possono partecipare al bando le poesie che hanno vinto o si sono classificate nelle prime tre posizioni in altri concorsi nazionali o internazionali. Qualora si verificasse questa eventualità le poesie verranno escluse dal concorso.

Art. 10

Premi:

Per la sezione A:
I° classificato premio di € 600,00
II° classificato premio di € 350,00
III° classificato premio di € 250,00
IV° classificato premio di € 200,00

Per la sezione B:

I° classificato premio di € 350,00

Sono previste targhe di riconoscimento e menzioni d’onore.

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria.

Art. 11

I vincitori saranno avvisati in tempo utile tramite e-mail, lettera o telefono.

Art. 12

La premiazione avverrà il giorno Sabato 10 Dicembre alle ore 18,00 a Bonelle presso il Circolo Ricreativo “Leonardo da Vinci” alla presenza dei giurati, dei dirigenti del Circolo e varie autorità cittadine. Tutti i partecipanti al concorso sono invitati alla cerimonia. I premi in denaro verranno ritirati personalmente dagli autori il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva. Tutti i premiati che parteciperanno alla cerimonia saranno invitati a cena presso il ristorante del Circolo. Ai vincitori verrà offerto un pernottamento per due persone.

Art. 13

Per informazioni e aggiornamenti potete visitare il sito web del Circolo: www.arcibonelle.altervista.org o il sito della nostra associazione culturale “La Viaccia”, alla voce “Il Bottaccio”: www.laviaccia.org oppure contattare gli organizzatori del concorso inviando una e-mail a Stefano Gargini: stefano.gargini2011@alice.it o a Barbara Anne Wilde: barbaraanne.wilde@gmail.com

Art. 14

Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso cedono al Circolo Ricreativo “Leonardo da Vinci” di Bonelle il diritto di pubblicare le opere partecipanti in un’eventuale antologia del premio o nei siti internet succitati, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. I racconti inviati non saranno restituiti e la partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio lavoro, del nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web.


SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

In relazione agli art. 13 e 23 del D.lg n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, vi informiamo che i vostri dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell’archivio del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui in epigrafe. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo al “Responsabile del trattamento dei dati personali del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” Via Bonellina n. 233 – 51100 Pistoia.
 
Firma ……………………………………………


DICHIARAZIONE DI ORIGINALITA'


Dichiaro che l'opera/le opere è/sono frutto del mio estro creativo.


Firma …..............................................




    (*) La scheda e la dichiarazione vanno stampate, firmate e poi scannerizzate o fotografate, e infine inviate come allegati insieme al resto del materiale.

    Naturalmente, per gli invii cartacei, è sufficiente stamparle, firmarle e inserirle nel plico dei racconti.


 

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IX PREMIO NAZIONALE DI POESIA 2015

LA SERA DELLA PREMIAZIONE, 5 DICEMBRE 2015

Si è svolta il 5 Dicembre nel tardo pomeriggio, presso la sala grande del Circolo Leonardo da Vinci di Bonelle, Pistoia, la premiazione della 9^ Edizione del Premio Nazionale di Poesia "Il Bottaccio", che ha visto la consueta partecipazione di pubblico. Erano presenti i poeti vincitori e anche qualcuno dei segnalati, oltre al presidente Giacomo Trinci e ai giurati. Donata Scarpa, Silvia Ginanni, vicepresdiente del Circolo, e Nicola Giudice, presidente del Club culturale "La Viaccia" che ha organizzato il premio, hanno introdotto l'evento con estrema eleganza. Due virtuosi musicisti hanno accompagnato lo svolgersi della serata, abbellita anche dall'esposizione di numerose opere d'arte.  

 

 

Donata Scarpa & Giacomo Trinci

 

    

Lalla Calderoni & Giuliana Bisconti tra il pubblico presente

 

   

I nostri premi

 

    

 I nostri musicisti

 

   

 Trinci, Wilde, Ginanni, Giudice; Silvia Ginanni presenta il premio

 

  

Il fratello di Gennaro De Falco ritira il premio di rappresentanza da Nicola Giudice e Silvia Ginanni 

 

  

 Giacomo Trinci legge la poesia di Anna Elisa De Gregorio

 

   

 Anna Elisa De Gregorio ritira il suo premio

 

   

 Tiziana Monari legge la sua poesia

 

   

 Lalla Calderoni & Nicola Giudice consegnano il premio a Tiziana Monari

 

   

 Tullio Mariani stringe la mano al presidente della giuria, Giacomo Trinci

 

   

 Tullio Marinai ritira il suo premio dalle mani di Donata Scarpa e Nicola Giudice

 

   

 Domenico Bertoncello legge la sua poesia dialettale vincente

 

   

 Domenco Bertoncello riceve il suo premio

 

   

 Giuliana Bisconti legge la poesia di Valter Simonini

 

  

 

  

 

* Fotografie gentilmente offerte da Umberto Taddei *

 

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Ecco l'elenco delle poesie vincenti e segnalate 2015 

 

 

1^ classificata

GEOMETRIA DELL’ADDIO

di Gennaro De Falco

 

Mi chiedi il tema dell’addio, le sillabe

della separazione, l’atto di resa finale.

Vuoi spiegare la supremazia dei corpi, spegnere

quella concentrazione di energia. Resti sospesa

nell’angolo della stanza, al limite della voragine,

hai respinto l’appello alla ricomposizione, la sapienza

dell’atomo che non si scinde.

 

Le tue carezze, linee decisive

che intersecano il cuore.

 

MOTIVAZIONE

La composizione risalta per il taglio decisamente alto con cui le parole e i versi si incidono nella pagina; il dolore della separazione trova una metrica precisa, un rigore che disegna la sua geometria densa e precisa. La lingua è, nella sua magrezza, quella della vera poesia.

 

2^ classificata

IL DONO DEGLI UOMINI A DIO

di Anna Elisa De Gregorio

 

Già ha apparecchiato Sara tre pani,

davanti ai pellegrini

con i tre nimbi d’oro.

Mentre li ascolta Abramo offre un agnello.

Nel loro deserto crescono rose

che i calzari degli angeli carezzano.

 

Sara origlia protetta dalla tenda,

lei ormai vecchia, il benedetto annuncio:

“Tua moglie avrà un figlio”. Il cuore un tonfo.

E irriguardosa ride, con la mano

sulla bocca vuota: “Nostro Signore

non sa più quel che dice.

 

Eppure Sara tornerà ragazza

nella terra fiorita del mosaico,

e nascerà colui che ride, Isacco.

Fu così che Dio ebbe il dono del riso

senza adirarsi, e risero le rose,

aperti i loro petali al deserto.

 

Ravenna, Presbiterio della Basilica di San Vitale, lunetta di Abramo, mosaico

 

MOTIVAZIONE

Pittura e poesia si danno la mano in questa composizione di Anna Elisa de Gregorio; i versi evocano nel loro fluente svolgimento il mosaico della Basilica di San Vitale a Ravenna, la lunetta di Abramo. La poesia narra l'argomento della pittura in un sapiente incrocio di colori, luci, trasformate sapientemente in parola di poesia.

 

3^ classificata

IL PIANISTA DI YARMOUK

di Tiziana Monari

 

Ogni giorno nelle pause di pioggia battente

qui nell’inferno di Yarmouk si sente Beethoven

una musica dolce che stringe nel ventre creature d’amore

che scivola su anime spente, su stanze sbreccate

sull’assedio di una terra sporca di humus, feconda di lacrime madri

 

ogni giorno Ahmad

la maglia stracciata posata sul corpo smagrito

fa scivolare le dita su tasti d’avorio e di ebano

nei silenzi di poche parole

in chimere di pescatori e di reti

e racconta una storia di mari lontani

inventa un’allegra canzone

perché si possa morire cantando con negli occhi un bagliore di stelle.

 

Così a sera si sogna un baluginare di lucciole

mentre tutto si perde in un urlo di prefica

in un parto urlato alla luna

in una falce affilata che arriva danzando

 

qui dove non ci sono piante da bagnare al mattino

giochi di carte, dadi truccati

o delfini che saltano in scia

la neve sui rami o margherite nel bosco

 

solo questa musica lieve

che riporta l’eco di vite perdute

il profumo di legno e di tiglio

e lo scolo del villaggio più a monte.

 

Su bambini accampati tra le nuvole ed il cuore.

 

MOTIVAZIONE

Il componimento di Tiziana Monari combina in modo sapiente narrazione in versi e visionarietà; la linea orizzontale del racconto è, infatti, sottoposta continuamente a improvvisi smottamenti d'immagini che la verticalizzano. É in questa combinazione il pregio della poesia e la sua vera configurazione.

 

4^ CLASSIFICATA

CALORE

di Tullio Mariani

 

Danzavano le travi al chiarore dubbioso

della lucerna ad olio, crepitava la fiamma,

pulsava la penombra di parvenze irreali

a ravvivare favole e leggende e racconti.

Sedevo sul gradino del focolare acceso

le spalle tutelate di vivido calore

in faccia il cerchio chiuso degli adulti a narrare

le paure di sempre con diverse parole.

 

E morti che tornavano, e forme ed animali

che non erano ciò che appariva alla vista

e di notte acquisivano voce di profezia

e perfida e ghignante, a rinfacciare colpe,

annunciare castighi di lutti imprescindibili

e poi ratti svanire quasi fossero nebbia.

E streghe, e fuochi magici, e inquietanti tesori

che una parola incauta mutava in foglie secche.

 

Ciondolava la testa a cercare i ginocchi,

gli occhi già quasi chiusi, per cuscino le braccia.

E lento e lieve il sonno mansueto coinvolgeva

per ultima la mente, e mi prendeva un limbo

di buio caldo acceso, di figure incantate

evanescenti forme soavi nel sorridere

e nell’istante ultimo tra l’essere e il sognare.

Osavo il grave azzardo di sentirmi felice.

 

MOTIVAZIONE

La poesia “Calore” presenta una struttura formale ben congegnata, caratterizzata da tre stanze di versi martelliani, o settenari doppi, che sembrano introdurre una sarabanda di immagini tra il tenero e il grottesco, sullo sfondo di un intimo abbandono al calore del canto.

 

 

POESIE SEGNALATE

 

IL BIANCO E IL NERO

(Il vecchio pianista)

di Paola Mini

 

Aspettami Mozart,

inebrieremo i campi elisi

con un valzer a quattro mani.

 

Ho suonato il bianco e il nero

tutta una vita.

Ora che si è fatto grigio

il pianoforte d’ebano e d’avorio

esalano i tasti note

di morte e di rimpianti.

Dov’è la pura gioia

ora che non sono più

pianista libero d’aria e di piacere,

ora che queste dita rinsecchite

più non scivolano veloci

di passione sulla scia

dello spartito dei sogni e dell’amore?

Ho messo sulla lucida coda

una candela profumata

per rallegrare il tempo dei silenzi,

accenderò la radio

per non sentirmi solo

e col pensiero

carezzerò l’ultimo Fa diesis

prima di sedermi sulla poltrona rossa

assorto in tranquilla beatitudine

e appisolarmi infine senza meta

su melodie di pace e di consolazione.

 

Aspettami Mozart, aspettami…

avremo un altro tempo

per comporre ancora,

là dove zeffiro

dirige onde di grano immacolato

e ad occhi aperti i fiori

plaudono la nostra sintonia.

 

 

MEZZALUNA CADENTE

di Valter Simonini

 

La notte non contò le stelle,

quella volta

per rimanere desta agli urli

alzati dalle madri cisgiordane.

Un tuono accese il buio

e poi i capelli dei bambini,

come ceri, che bruciarono

nel cuore dei palmeti addormentati.

 

Il sole smise di contare i passi,

quella volta

per rimanere attento al sangue

appiccicato ai muri, ai sassi sgretolati;

la polvere frustava i cannocchiali,

la macchina da presa,

le fronti corrugate dei cronisti

che avevano da tingere il West Bank.

 

Il cielo accese mille arcobaleni

e sparse, ognuno d’essi,

un fiato di colori, musiche universali

che andavano, struggenti, fra i villaggi

a dare nuovi soffi alla speranza.

Intanto,

s’accovacciò la sera sopra Gaza

per dare tregua ai gomiti,

 

per tergere di brezza gli occhi insonni;

come alle greggi il latte

si avevano da mungere i sospiri.

La notte venne ancora nel suo letto,

spense le stelle, quella notte astrusa,

mandò il suo buio sui nuovi filistei,

il vento a rotolare fra le dune

per cancellare il pianto e la vergogna.

 

UN MONOTONO CAOS

di Nicolò Errico

 

Vorrei sfiorare una nuvola

solo per capire se davvero esiste.

Dirlo a te

e capiremo forse solo allora

che c’è qualcosa di reale

su questa spietata terra di illusioni.

Ho vissuto solo di profumo e odori,

cieco in un mondo grigio.

Decisi io di chiudere gli occhi

quando compresi la “vera” natura

di questa gente dal volto uguale,

che urla in un monotono caos

di invidie e complimenti.

Prima smisi di parlare,

una volta capito che nessuno ascoltava.

Smisi poi di udire

quando l’inutilità del rumore umano

invase anche i miei pochi sogni.

Infine non volli più vedere,

poiché ebbi paura:

paura di scoprire

che, anche io, ero come tutti.

Dimmi. Come si fugge

da questo gioco spietato?

Non ce la faccio.

Non riesco ad arrendermi

alla solitudine degli uomini,

a questa morte nera che avanza

nello spirito delle persone.

Vorrei volare allora,

e lasciare la terra

in cerca di risposte

tra il sole e la luna.

Sarebbe terribile, non trovi?,

se alla fine di questo clamore

non ve ne fosse alcuna.

 

 

 

 

POESIE DIALETTALI

 

1^ CLASSIFICATA

 

SPOON RIVER

di Domenico Bertoncello

 

Ma ‘lora si tutti’ncora qua

veci che ve catavo in cesa

ogni volta che jera festa in paese

e anca dopo ‘e funsiòn

co me fermavo a comprarme

pà na sbrancàde moneda

‘na tiramola e ‘na liquirisia.

 

Fati quatro passi al simitero

subito dopo el porton

ve vedo qua bei in foto

‘pena a ‘e vanese

fermi squasi a ciacolare

come se fussi ‘ncora in piassa

soto i maronari mati.

 

Oncò mi ve saludo tuti

parchè vao da me popà

perso in fondo ai grisantemi

e dato ch’el ga fato

tanta fatiga so i canpi

no’ i ghe ga catà on posto

comodo gnanca qua.

 

Me mama invese

‘a ze là vissin a l’onbrìa

‘pena drio i cipressi

squasi a scondarse dal soe

cime che ‘a faseva in vita

co ‘a sercava ‘na bavesea de aria

pà sorarse ‘na s-cianta da l’afa.

 

So l’albo che qua vegno a vèrsare

tegno sconto el profumo de on fiore

parchè romai fe parte de mi

e, fa el tempo che in autuno ga sbandonà ‘e foje

e in primavera el torna a tòrsele,

rento el me còre fasso de i gropi

parchè go senpre on gemo de ricordi!

 

TRADUZIONE

Ma allora siete tutti ancora qui/ vecchi che vi trovavo in chiesa/ogni volta che era festa in paese/e anche dopo le funzioni/quando mi fermavo a comprarmi/per una manciata di spiccioli/una tiramolla e una liquirizia.//Fatti quattro passi al cimitero/subito dopo il cancello/vi vedo qui belli in foto/appena attorno alle aiuole/fermi quasi a chiacchierare/come se foste ancora in piazza/sotto i castagni selvatici. //Oggi io vi saluto tutti/perché vado da mio padre/perso in fondo ai crisantemi/e poiché ha fatto/tanta fatica sui campi/non gli hanno trovato un posto/comodo nemmeno qui.// Mia madre invece/è li vicino all’ombra/appena dietro i cipressi/quasi a nascondersi dal sole/come faceva in vita/ quando cercava un filo d’aria/per rinfrescarsi un po’ dall’afa.// Nell’album che qui vengo a sfogliare/tengo nascosto il profumo di un fiore/perché ormai fate parte di me/e, come il tempo che in autunno ha abbandonato le foglie/e in primavera torna a riprendersele,/dentro il mio cuore faccio dei nodi/perché ho sempre un gomitolo di ricordi!

 

MOTIVAZIONE

La poesia è la commovente riscrittura della situazione lirica premessa alla famosa raccolta di Lee Masters. La dolcezza del dialetto permette di rimusicare il libretto originale e costituisce un'originale rielaborazione del mito del confronto fra vivi e morti.

 

SEGNALATE

LA VOCE DER SILENZIO

di Luciano Gentiletti

 

L’artro giorno, seduto a ‘na soggetta,

guardavo er mare sparì all’orizzonte.

Er sole che scenneva là defronte,

dava a la notte er posto che je spetta.

 

La voce der silenzio, poveretta,

invita l’omo a ritrovà la fonte,

je fa vedè la strada verzo er monte

ammezzo a la caciara maledetta.

 

Solo così se po’ scordà l’orore…

la rabbia che ce core sempre appresso…

‘sto monno fatto cresce sur dolore.

 

Quanno er silenzio smorza ogni rumore

e poi sentì la voce de te stesso,

trovi la pace che po’ dà l’Amore!

 

TRADUZIONE

LA VOCE DEL SILENZIO

L’altro giorno, seduto ad un balcone,/guardavo il mare sparire all’orizzonte./ Il sole che scendeva, lì di fronte,/ cedeva il posto alla notte./ La voce del silenzio,poverina,/ richiamo l’uomo a ritrovare la fonte,/ gli fa vedere la strada verso il monte/ in mezzo alla confusione che lo circonda./ Solo così si può dimenticare l’orrore…/ la ribellione per le ingiustizie…/ questo mondo che vive di dolore./ Quando il silenzio fa sparire ogni rumore/ e puoi sentire la voce che è dentro di te,/ trovi la pace che solo l’Amore può dare./

 

SOTTA ‘L NOC

di Daniela Gregorini

 

Stài, a sèda sotta ‘l noc’ tua

dvèntàt ombra granda

ch’ t’custodisc’, compagna

dalla caldaccia d’un istàt lònga,

per te ormai stracca.

Enn sopirti più’

l calòr del sòl ch’ t’ picca

la pèll di oss tua

sciugati dall’età

ch’ pista le porch tua

frèsat dal tèmp.

Arguardi l’ frasch verd dl’ albr

ch’ai piantàt ‘n sacc d’ stagiòn fa:

s’ cminc’n a tegn,

d’canit, pròssim autunn

e tu, sa la testa

bandonàta all’indrìa,

vai cercànd i mall

gèrbi che l’invèrn,

com sèmpr, seccarà.

Cascarànn per terra, le noc’ fatt,

gaoc’l dur, sciùtt ‘l garùll,

com piac’ n ma te.

Pù , gòbbi ‘l sguàrd,

carezzand ‘l fust sapùt,

dal pàr d’ tè, e le gricc’ sua tutt compàgn,

sincèr, come quell dla faccia tua

fin a incontrà l’màn tua, a spendolòn,

licenziàt da la vita; tant vòlt

hann arcòlt e tànt strongàt

la gramaccia per tnè da cònt i frutt.

Da già ‘l sài ch’ còstànn,

‘nn le podrài arcòi,

l’ noc’, pàdr mia e d’ st’albr.

 

TRADUZIONE

SOTTO IL NOCE

Stai, seduto sotto il tuo noce / divenuto ombra magnanima /che ti preserva, compagna, /dalla calura di un’estate / lunga, per te ormai stanca. / Non sopporti più/il calore del sole che punge / la pelle delle tue ossa / asciugate dall’età, /che calpesta i tuoi solchi / fresati dal tempo. / Riguardi le fronde verdi dell’albero/ che piantassi tante stagioni fa: / si stanno tingendo / d’accanito, prossimo autunno / e tu, col capo/ abbandonato all’indietro, / cerchi i malli / acerbi che l’inverno, / come sempre, seccherà. /Cadranno a terra, le mature noci, / gusci duri, asciutti gherigli, / come piacciono a te. / Poi, chini lo sguardo, / accarezzando il savio fusto, / di fianco a te, e le sue rughe regolari, / sincere, come quelle del tuo viso / fino ad incontrare le tue mani, penzoloni, / licenziate dalla vita; / tante volte hanno raccolto / tante hanno strappato gramigna / per preservarne i frutti. / Sai già che quest’anno, / non potrai raccoglierle, / le noci, padre mio e di quest’albero.

 

 

  

La giuria ci ha comunicato i vincitori del IX premio di poesia,

 

per quanto riguarda la sezione A, eccoli:

1° - Gennaro De Falco, "Geometria dell'addio"

2° - Anna Elisa De Gregorio, "il dono degli uomini a Dio"

3° - Tiziana Monari - "Il pianista di Yarmouk"

4° - Tullio Mariani, "Calore"

e le poesie segnalate sono:

Paola Mini, "Il bianco e il nero"

Valter Simonini, "Mezzaluna cadente"

Nicolò Errico, "Un monotono caos"

 

per quanto riguarda la sezione C, il vincitore è:

1° - Domenico Bertoncello, "Spoon River"

e le poesie segnalate sono:

Luciano Gentiletti, "La voce der silenzio"

Daniela Gregorini, "Sotta 'l nòc' "

*************** - *************

 

La giuria si è riunita ieri 17 Novembre 2015 nel pomeriggio alle ore 17,00

e ha segnalato le poesie finaliste per il IX Premio di poesia "Il Bottaccio".

Dieci per la Sezione A e quattro per la sezione C (poesie dialettali).

La sezione B ossia quella riservata ai giovani poeti, è stata assorbita dalla sezione A, per aver avuto un numero troppo esiguo di partecipanti.

Riportiamo qui sotto l'elenco degli autori delle poesie finaliste in ordine alfabetico.

SEZIONE A

Maria Cecchinato, "La via morente"

Gennaro De Falco, "Geometria dell'addio"

Anna Elisa De Gregorio, "il dono degli uomini a Dio"

Nicolò Errico, "Un monotono caos"

Vanes Ferlini, "Il dono"

Tullio Mariani, "Calore"

Paola Mini, "Il bianco e il nero"

Tiziana Monari, "Il pianista di Yarmouk"

Valter Simonini, "Mezzaluna cadente"

Rosanna Spina", "Versi per un padre e una madre che non ci sono più"

SEZIONE C

Domenico Bertoncello, "Spoon River"

Luciano Gentiletti, "La voce der silenzio"

Daniela Gregorini, "Sotta 'l nòc' "

Ivano Rosellini, "Lo straporto"

A breve la giuria comunicherà i nomi dei quattro vincitori della sezione A

e il nome del vincitore della sezione C.

 

 

Concorso Nazionale di Poesia

“Il Bottaccio”

Circolo ricreativo Leonardo da Vinci

9^ edizione

REGOLAMENTO

                                                              

 

 

Art. 1
Il concorso di poesia è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che abbiano compiuto i diciotto anni di età e si articola in tre sezioni: Sezione A – Poesia inedita in lingua italiana a tema libero (saranno accettati testi in versi liberi o in metrica); Sezione B – Poesia inedita a tema libero. A questa sezione potranno partecipare coloro che alla data del 10/10/2015 non abbiano compiuto il venticinquesimo anno di età (al ritiro del premio verrà richiesta l’esibizione di un documento di identità). I premi verranno assegnati se il numero dei partecipanti sarà di almeno trenta, altrimenti verranno giudicati nella Sez. A. Sezione C – potranno partecipare tutti i poeti che scrivono versi in dialetto, con accanto la traduzione in lingua italiana. Non si esclude che i partecipanti a questa sezione non possano essere tra i primi quattro della classifica generale.
Art. 2
Ogni autore può inviare fino a due opere in lingua italiana, ciascuna non eccedente i 35 versi. Per le diverse caratteristiche delle sezioni indicate, ogni autore può partecipare ad una sola delle tre sezioni. Le poesie devono essere battute a macchina o compilate al computer (word, openoffice, wordpad) solo su carta bianca, e non vanno piegate né spillate. 
Art. 3
I testi dovranno essere inviati in numero di cinque copie di cui quattro senza alcun dato identificativo. Una copia, oltre al testo poetico, dovrà contenere le generalità, l’indirizzo postale, il telefono, se possibile l’indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio estro creativo e la propria firma. 
Art. 4
I partecipanti devono far pervenire le proprie opere tramite posta al Circolo ricreativo – “Leonardo da Vinci” Via Bonellina n. 233, 51100 Pistoia – entro il giorno 10 ottobre 2015, unitamente alla ricevuta del bollettino di pagamento e alla scheda di adesione firmata (per eventuali ritardi farà fede il timbro postale). Per informazioni potete visitare il sito web del circolo www.arcibonelle.altervista.org o il sito www.laviaccia.org, oppure contattare il responsabile del concorso Nicola Giudice al numero 3382629078, o inviare una e-mail  all’indirizzo di posta elettronica: stefano.gargini2011@alice.it oppure a Barbara Anne Wilde: barbaraannewilde@libero.it , tel. 05731721863. Ogni autore è responsabile dell’originalità delle opere inviate e del loro contenuto.
Art. 5
Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso cedono al Circolo ricreativo Leonardo da Vinci di Bonelle il diritto di pubblicare le opere partecipanti su un’eventuale antologia del premio o nel sito internet, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. Le poesie inviate non saranno restituite e la partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web. 
Art. 6
A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte di ogni autore di €15 (quindici), che dovranno essere versate sul conto corrente postale n. 82391590 intestato a Nicola Giudice, Via Bonellina 316, Pistoia, indicando come causale la partecipazione alla 9^ edizione concorso di poesia “Il Bottaccio”. 
 Art. 7
La premiazione avverrà il giorno sabato 5 dicembre 2015 alle ore 18,00 a Bonelle presso il circolo ricreativo Leonardo da Vinci alla presenza di dirigenti del circolo e autorità cittadine. Tutti i partecipanti al concorso sono invitati alla cerimonia. I premi in denaro verranno ritirati personalmente dagli autori il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva. 
Art. 8
Non possono partecipare al bando le poesie che hanno vinto o si sono classificate nelle prime tre posizioni in altri concorsi nazionali o internazionali. Qualora si verificasse questa eventualità le poesie verranno escluse dal concorso. 
Art. 9
Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria.
 
Art. 10
 Premiazione. Gli autori finalisti saranno avvisati in tempo utile tramite e-mail, lettera o telefono.
 
Per la sezione A del premio:
I° classificato premio di € 500
II° classificato premio di € 300
III° classificato premio di € 200
IV classificato premio di € 150
 
Per la sezione B del premio:
1 classificato € 200
 
Per la sezione C del premio:
1 classificato € 300
 
Sono previste targhe di riconoscimento e menzioni d’onore.
 
I premi in denaro vanno ritirati il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva.
I premi delle diverse sezioni non sono cumulabili. A tutti i premiati che parteciperanno alla cerimonia conclusiva verrà (oltre targhe o coppe) offerta la cena nel ristorante del Circolo.
Ai primi tre classificati della sezione A, al primo della sezione B e al primo della sezione C, per il giorno 5 dicembre 2015, verrà offerto un pernottamento per due persone.
La giuria potrà avvalersi della facoltà di aumentare i premi sopra menzionati. 
Per l’organizzazione: Nicola Giudice.
 
 
 
SCHEDA DI PARTECIPAZIONE
INFORMATIVA
 
In relazione agli art. 13 e 23 del D.lg n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, vi informiamo che i vostri dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell’archivio del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui in epigrafe. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo al “Responsabile del trattamento dei dati personali del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” Via Bonellina n. 233 – 51100 Pistoia.  
 
Firma ……………………………………………   
 

 

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 PREMIAZIONE DEL PREMIO DI POESIA 8^ edizione

Il giorno sabato 6 dicembre si è svolta la cerimonia di premiazione dell’VIII edizione del premio nazionale di poesia “Il Bottaccio”. Il colpo d’occhio dell’auditorium era molto bello, arredato dalla rassegna di pittura concessaci dalla galleria d’arte Vannucci. Su altra parete una piccola mostra fotografica di un antico mondo rurale, gentilmente offerta dal Gruppo Anziani della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), e antichi arnesi da lavoro contadini forniti dagli amici Valerio Mattei e Alfredo Taddei del Circolo Bugiani.

 

 

IL TAVOLO DELLA PRESIDENZA

Alla presenza di una sala gremita, oltre al Presidente del concorso, il poeta Giacomo Trinci (che ha condotto magistralmente la premiazione) e il presidente del club “La Viaccia” Nicola Giudice, nonché da Stefano Gargini nelle vesti di segretario del Club Culturale stesso, erano presenti il vice Sindaco di Pistoia Daniela Belliti, il Presidente della C.I.A. Alessandro Orlandini, il consigliere comunale di Pistoia (e nostro compaesano) Antonio Giudice ed il vice Presidente del Circolo di Bonelle Silvia Ginanni, che, a turno, hanno consegnato i premi ai poeti vincitori presenti. La premiazione è stata intervallata da alcuni brani di musica classica di Mendelsshon e Schumann, eseguiti in modo egregio dal duo “Goti – Raissi” con Cristina Raissi al pianoforte e Francesco Goti al clarinetto.

 

Il duo musicale Goti - Raissi 

La serata si è conclusa con cena a buffet di cibi tipici pistoiesi!

 

POESIE VINCITRICI 2014

 

1° classificata

IERI SUN PASSAA DE LA’

DI Enrico Sala

La poesia di Enrico Sala trasforma il dialetto in puro materiale sonoro e dà vita ad un racconto in versi modulato nel registro sapiente della parabola e del sogno. I versi si snodano con naturalezza e fluidità dando origine ad un percorso vivo e figurativamente esatto.

 

 

IER SUN PASSAA DE LA’

di Enrico Sala

 

Rumùr…rumùr…rumùr…

Se sentiva un gran bèll baccan.

Baccan de macchin

che se fermaven mai.

“sempre pùsse d’ier

ma menu de duman”

e me, gio ‘l coo e suta a laurà.

Ma incoeu l’è ‘i silenzi

A fa baccan. Un frecass

ch’el me sturdees la crapa.

 

Ier sun passaa de là.

Soeu i cancej senza poeu vùs

Nannca un sbrindol de vita

a specià l’alba. In de l’aria

dumè eco de paroll rassegnaa,

arrenduu a l’abitùdin

d’una fiacca attesa che stracca.

 

El fa pagùra ul scùr de la solitudin

che,, in de l’ùltima ura de la nòcc.,

la se infila in un cuu de sacch

che sa de pisa, induè

manca la lùna la sgulza fas vedè.

Ma me nò, me voeuri nò negà

In del fund de l’ùltim biceer,

me voeuri turnà a luttà

cun chell che resta de la mia dignità.

 

(Traduzione dal vernacolo della Brianza valle del Lambro)

IERI SONO PASSATO DI LA’

 

Rumore…rumore…rumore…/ Si sentiva un gran bel rumore. / Rumore di macchine / che non si fermavano mai: / “sempre più di ieri / e meno di domani” / ed io giù la testa e sotto a lavorare. / Ma oggi è il silenzio / a far rumore. Un rumore / che mi stordisce la testa. // Ieri sono passato di là. // Sui cancelli senza più voce / nemmeno un brandello di vita / ad attendere l’alba. Nell’aria / solo eco di parole rassegnate, / arrese all’abitudine / di una fiacca attesa che stanca. // E fa paura il buio della solitudine / che, nell’ultima ora della notte, / s’infila in un vicolo cieco / che sa di piscio, dove / nemmeno la luna osa affacciarsi. / M io no, non voglio annegare // nel fondo dell’ultimo bicchiere, / io voglio tornare a lottare / con ciò che resta della mia dignità.

 

  

Enrico Sala premiato dal vice Sindaco di Pistoia Daniela Belliti 

 

 

2° classificata

C’E’ UN’ARTE PIU’ TENERA DI QUESTA LENTEZZA?

Di Anna Elisa De Gregorio

La poesia di Anna Elisa De Gregorio, si configura sapientemente strutturata fra gesto della pittura e poesia; divisa in due strofe di versi fra ottonari ed endecasillabi, presenta un nitido disegno narrativo e canta la dimensione intima di un quadro ben dipinto.

 

 

“C’E’ UN’ARTE PIU’ TENERA DI QUESTA LENTEZZA?”

di Anna Elisa De Gregorio

 

Le mattine d’autunno, benedette

di luce, a Delft valgono cento perle.

In casa adesso io sola sono sveglia,

e sola puoi vedermi

con il giallo corpetto e il viso assorto.

Raccolgo pensieri, senza altre voci,

liberi in quest’ora che s’allunga:

dopo la notte il tempo è intorpidito.

Accorta perché non cada una goccia

travaso dalla brocca il latte nuovo.

Scende a filo nel tegame di coccio,

filo denso d’opale.

 

Dal cesto già ho preso il pane nero,

e sul tavolo l’ho tagliato in pezzi.

Sarà la colazione dei padroni,

io lesta mangerò gli avanzi.

Ma questo sarà dopo.

Adesso fredda e assonnata si versa

la luce sui miei polsi,

pulita da ogni male.

Poi ci sarà quel vetro da cambiare

(guarda lassù la grata che si sbianca),

da svuotare lo scaldino, e tanto altro.

Quando si allontanerà il silenzio.

 

(La lattaia di Johannes Vermeer, dipinto pagato all’asta nel 1696 fiorini 175, misura cm 45,5 x 41)

 

 

 

3° classificata

IL TEMPO DELLE MORE

Di Marisa Provenzano

La misura dell’endecasillabo sciolto è adeguata a raccontare il tempo della narrazione fra memoria ed elegia, nel segno bertolucciano di una frattura tra memoria e realtà, sapientemente ritratta.

 

 

IL TEMPO DELLE MORE

di Marisa Provenzano

 

 

Nelle mani soltanto una clessidra

e le parole che indugiano nel vento

a profumare i raggi di uno scialbo sole

alla fine del giorno e dei teneri sogni

Rispecchiano i miei occhi la mia storia

e regalano antiche nostalgie

a questi versi rubati al brillio delle stelle

Rimangono sospesi i giovani sussurri

di un tempo che non ha più memoria

e nelle mani ora stringo il pane

profumato d’assenze e di dolore

La vita scorre lenta e pur veloce

come fa l’onda che s’abbraccia a riva

con la nera rena e i sassi tondi

tra spume che ricordano i sorrisi

Ed è lontano il tempo delle more

che profumavano quegli acerbi anni

e le notti accese dalla luna

che accompagnava complice le onde

intrecciate in illusorio amore

tra chimere inseguite a passi lenti

Appartiene al passato ogni istante

e presto ci sarà solo il declino

che con carezza lieve e senza voce

celerà anche le rughe sulla fronte

Sarà una stella a recitare ancora

i versi smarriti nel tramonto

e quando la clessidra sarà vuota

saprai che il vento mi ha portato via

oltre quel muro ricoperto d’edera

tra cirri vagabondi ed aquiloni

Affastellate solo foglie morte

e il sordo rumore della pioggia

per mescolare il pianto e la memoria

di questo mio tempo alla deriva.

 

  

 Marisa Provenzano premiata dalla vice Presidente del Circolo di Bonelle Silvia Ginanni

 

 

4° classificata

I PROFUMI E LE FAVOLE

Di Gino Della Vittoria

Il componimento di Gino Della Vittoria si snoda con precisione ed asciuttezza lungo una memoria scabra e secca, ben ritagliata nel racconto di un passato non addolcito dal ricordo né idealizzato dalla distanza. I versi vagamente endecasillabici si prestano bene all’operazione poetica.

 

 

I PROFUMI E LE FAVOLE

di Gino Della Vittoria

 

Quand’ero bambino

non c’erano fiori profumati attorno a casa…

Non c’erano nemmeno i fiori

a parte papaveri parassiti in mezzo al grano

o la veccia nel fieno.

Del mandorlo era importante il frutto

e le siepi di biancospino

davano solo fascine da ardere nel fuoco di casa.

Eravamo senza profumi:

la terra bagnata dalla pioggia?

Fango che appesantiva i piedi nudi.

Il profumo del fieno seccato?

Era sormontato dal sudore acre della fatica.

Solo ogni tanto inondava l’aria

l’odore buono del pane caldo appena tolto dal forno.

Non avevamo favole, non c’era tempo

e non eravamo neppure capaci di stupore:

tutto era normale.

Anche la vita

e la morte.

 

  

 Gino Della Vittoria premiato dal coordinatore del club "La Viaccia" Nicola Giudice

POESIE SEGNALATE

 

UN GIORNO TORNERA’ PURE LA PIOGGIA

di Benito Galilea

 

Capita d’incontrarti sotto un acquazzone

o dentro un quadro coi fiori gialli di Van Gogh,

magari sotto una trave con una lanterna accesa,

conciliando l’estate a qualche virgola di tempo.

 

Così sembrerai vicina come quel giorno

in cui mettessi pace al tuo silenzio, madre,

così guarderai il riverbero alzatosi improvviso

come pensiero sciolto a grido e corpo.

 

Volevi che nell’altro di me non fiorissero

gli inganni della terra, non la farfalla

di fine stagione in cerca di colori, ma corpo

e sangue eretti a faticoso germoglio, sul volto

la tenace ostinazione di mascalzone irridente.

 

Sapevi che un cuore di poeta mi avrebbe

portato altrove, nella luce dei tramonti

seminati a speranze, sulle spalle un rotolo

di sogni per sentire le sere più vicine.

 

Mai terra fu così colma di amori quanto

la nostra nelle serate di chitarre e vento,

mai fiato d’azalee più odoroso quando il sangue

beveva rigagnoli dal rosso dei cortili.

 

Così era ed ora non è, e della casa amata

restano soltanto quei ricordi: sul tetto

l’erba ormai padrona, in mezzo un fiore

bianco portatovi dai merli che rende

ormai ufficiale ogni altra resa.

 

Non ti crucciare se mi soffermo un poco

a guardare lo scoiattolo i picchiata

perché un giorno tornerà pure la pioggia

a ridestare il verde profondo del tuo volto.

Così sarai aria di terra ed io il tuo seme; così

Sarai ancora qui, oltre la siepe e nel mio cielo.

 

 

 

 

 

UNICO E DIVERSO

Di Giovanni Troiano

 

Prismatico è l’amore e multiforme,

così che unico e diverso appare ognuno.

Nessuno è indispensabile o superfluo

nell’immenso mosaico della vita,

ma tu sola lo completi veramente

(tessera d’ineffabile cromìa)

facendo che sia gioia l’esistenza.

Forse perché come neve al bacio

ti squagli nel sole marzolino

o ti trasformi quale molle cera

e in candela avvampi illuminando,

dalle tue labbra berrò elisir di vita,

(il mio spirito gioisce e intona canti)

chè panacea considero l’amore

e le emozioni da esso derivanti.

Non ti spoglierò della corolla

per divinare se mi ami o no,

giocando con i petali strappati,

(cruda violenza perpetrata a un fiore),

ma basteranno le carezze lievi

e i tamburi che sentiremo in petto,

per schiudere orizzonti sconosciuti,

campi di grano e mari spumeggianti.

E pur se a volte preda degli eventi,

noi ciottoli smussati e rotolanti

nella corrente di fiumara in piena,

l’amore non conoscerà mai entropia.

 

TORNIAMO A CASA

Di Amadeo Nikolli

 

C’è del bianco insonne che non riesce più

a reggersi sulle pareti, questa casa racconta,

come una fortezza, di tanti lividi e partenze.

Gli anni bisbigliano nelle stanze vuote,

nessun comune orgoglio l’ha mai sfiorata.

 

C’è una camicia bianca in piedi davanti ai mattoni.

Vede avanti e si ricorda di quando correva

per le strade di notte, molto prima dell’asfalto.

Quando era il re della collina, tra sentieri e pozzanghere.

Calzava la terra materna e mangiava i falò.

 

E adesso capisce, esiste solo nelle foto ormai,

un’infanzia che non lo sopporta, e non sa più chi recitare.

Quante volte si può chiamare casa l’ennesima

scheggia di terra, come se importasse davvero?

Bisogna imparare ad ascoltare le vecchie foto.

 

E un giorno venne una donna zoppicando,

raccontando tutta la sua dolorosa miseria,

e mendicava qualche briciola di latte per i cuccioli,

che avevano gli occhi sbucciati e le mani fredde.

Ripartì al tramonto e ancora echeggia il suo pianto.

 

Nessuno è più timido, o educato,

la gentilezza si spreca per dovere, e infine

un vecchio muro grigio è tutto ciò che rimane

di un bambino solo, con vent’anni di lavoro,

sette cravatte e nessuno a cui chiedere scusa.

 

 

OLTRE LA FINESTRA

di Mirella Rigamonti

 

Vivo davanti a una finestra,

il mio mondo è tutto racchiuso in questo rettangolo.

Da qui ogni giorno sento il sole schiudersi

e poi chiamare la notte, là in fondo alla collina.

Da qui vedo scorrere la vita degli altri,

ne colgo ogni battito, ogni palpito, ne assorbo gioie e dolori.

Vedo bimbe divenute fanciulle

e poi spose e madri abbracciare i loro figli

e chinarsi a riempirli di carezze.

Vedo bimbi felici giocare nei prati

a rincorrere parabole ardite di palloni.

Vedo giovani amarsi e poi lasciarsi e poi amarsi ancora.

Vedo uomini anziani, dimenticati sulle panchine,

sorbire qualche raggio di sole.

Come vorrei, almeno una volta, trasformare

le fredde ruote di metallo della mia sedia mobile in ali potenti

e superare i confini di questa finestra,

per sfidare il destino crudele che ha spezzato le mie gambe

e i miei sogni ancora acerbi.

Vorrei correre laggiù per entrare nei giochi dei bimbi,

farmi avvolgere dalle braccia delle madri

confortare la solitudine degli anziani

e godere dell’amore dei ragazzi.

Vorrei andare incontro al sole e farmi sorprendere dalla notte.

Vorrei volare fino alla collina e da lì guardare la mia finestra.

 

 

HANNO BISOGNO DI UN LAVORO

di Ida Cecchi

 

Hanno bisogno di un lavoro

le mie mani adesso nude e lisce

costrette ad appassirsi, inerti lungo i fianchi.

                       Al suono della sirena, giorno dopo giorno

                       ho varcato un cancello.

Frotte scomposte di operai

polvere e limatura di metallo

burle, pacche sulle spalle e orgoglio

di vivere insieme quell’umano destino.

Una vita intera, turni dall’alba al tramonto

battaglie per diritti quasi sempre negati

sudore, fatica, ma anche amicizie

sogni e speranze ad aprire fessure

nella curva lunga dei mesi. Poi

una lettera, tre righe appena

per annunciare il congedo, spiegare

l’assurda condizione, tentare di placare

la dignità ferita.

              Fa spillo sotto pelle

trovarsi ali di carta e tempie grigie

la sensazione di essere biglia a scivolare confusa

in cerca di valori dalla corteccia antica.

Tutto si sfoglia, specialmente quando

le ore insonni della notte conducono indietro

a profili di capannoni e ciminiere

per farsi specchio di nostalgie

con cui misurare attimi, storie, volti e nomi.

               A volte la rabbia esagera

stringe la gola, urla giudizi, sferza brividi

che non comprendo! Allora

mi accovaccio, sotto rami fragili e lontani

immobile respiro lento lento

fino a che la scorza, si dipana e sconfina

a mutare pensieri in orazioni.

 

(Stazione di Bologna

Sabato 2 agosto 1980, ore 10,25)

 

BOLOGNA

D’AMORE E RABBIA

di Fabiano Braccini

 

Dopo spazi di pianura ordinata,

nel mio vagare verso l’Appennino,

ecco la città di torri pendenti

e di portici ornata

per riparare il passo delle genti

dalle intemperie e dall’indiscrezione.

 

Tra profumi e sapori d’appetito

nella Piazza Grande di una canzone,

a Bologna, sfinito dal torpore,

mi fermo in sosta di meditazione.

 

Ma un’ansia mi percorre d’improvviso

ancora ripensando alla stazione,

allo scoppio, al terrore: all’orologio

con le lancette ferme

sull’ora infame di vigliaccheria

che insanguinò quei giorni di vacanza.

 

Allora sconsolato scappo via

su per il porticato di San Luca:

messaggero sbandato e senza meta

in cerca d’orizzonti di speranza.

 

  

 

 

(Hanno collaborato: per i testi Stefano Gargini, per le foto Roberto Palandri e Umberto Taddei) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

Proclamazione dei vincitori del premio di poesia “Il Bottaccio”. 

La giuria dell’VIII edizione del premio di poesia “Il Bottaccio” comunica che: non essendo stato raggiunto il numero minimo previsto per la sezione giovani, questi sono stati giudicati assieme a tutti gli altri. Per questa ragione, ed anche per la qualità elevata di tutti i testi, abbiamo deciso, secondo le prerogative assegnate alla giuria dal regolamento, di portare a quattro le poesie vincitrici del premio in denaro. Quindi il quarto classificato avrà diritto al premio di € 150. La stessa comunica le poesie vincitrici: 

1° classificata “Ier sun passaa de là” (davanti ai cancelli ex IBM, ex Celestina, ex Bames) di Enrico Sala 

2° classificata “C’è un’arte più tenera di questa lentezza” di Anna Elisa De Gregorio 

3° Classificata “Il tempo delle more” di Marisa Provenzano 

4° Classificata “I profumi e le favole” di Gino Della Vittoria.  

Vengono inoltre segnalati i seguenti elaborati: 

“Un giorno tornerà pure la pioggia” di Benito Galilea 

“Oltre la finestra” di Mirella Rigamonti 

“Bologna d’amore e di rabbia” di Fabiano Braccini 

“Hanno bisogno di un lavoro” di Ida Cecchi 

“Unico e diverso” di Giovanni Troiano 

“Torniamo a casa” di Amadeo Nikolli 

Ringraziamo tutti i poeti che hanno scelto il nostro Concorso.

 

 

 

 

  

COMUNICATO 

                            

La Giuria del Premio di poesia “Il Bottaccio” riunitasi il giorno 14 Novembre comunica le seguenti poesie scelte come finaliste:

 

 

 

 

 

Bologna d’amore e rabbia

C’è un arte più tenera di questa lentezza

Hanno bisogno di un lavoro

I profumi e le favole

Ier sun passaa de là

Il tempo delle more

Oltre la finestra

Torniamo a casa

Un giorno tornerà pure la pioggia

Unico e diverso

 

Il Bottaccio

 

Concorso Nazionale di Poesia

“Il Bottaccio”

Circolo ricreativo Leonardo da Vinci

 edizione

REGOLAMENTO

-Art. 1-Il concorso di poesia è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che abbiano compiuto diciotto anni di età e si articola in due sezioni: Sezione A – Poesia inedita in lingua italiana a tema libero (saranno accettati testi in  versi liberi  in metrica o vernacolo); Sezione B – Poesia inedita giovani in lingua italiana a tema libero. A questa sezione potranno partecipare coloro che alla data del 10/10/2014 non abbiano compiuto il trentesimo anno di età; al ritiro del premio verrà richiesta l’esibizione di un documento di identità.I premi verranno assegnati se il numero dei partecipanti sarà di almeno quaranta, altrimenti verranno giudicati nella Sez. A. -

Art. 2-

Ogni autore può inviare fino a due opere in lingua italiana, ciascuna non eccedente 35 versi. Per le diverse caratteristiche delle sezioni indicate, ogni autore può partecipare ad una sola delle due sezioni. Le poesie dovranno essere battute a macchina  o compilate al computer. -Art. 3-I testi dovranno essere inviati in numero di cinque copie di cui quattro senza nessun dato identificativo. Una copia oltre al testo poetico dovrà contenere le generalità, l’indirizzo postale, il telefono, se possibile l’indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio estro creativo e la propria firma. -Art. 4-I partecipanti devono far pervenire le proprie opere tramite posta al Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” via Bonellina n. 233  51100 Pistoia – entro il giorno 10 ottobre 2014, unitamente al bollettino di pagamento e alla scheda di adesione firmata  (per eventuali ritardi farà fede il timbro postale). Per informazioni potete visitare il sito web del circolo www.arcibonelle.altervista.org oppure www.laviaccia.org,  contattare il responsabile del concorso  Nicola Giudice al numero 3382629078, o inviare una e-mail  al nostro indirizzo di posta elettronica a stefano.gargini2011@alice.it Ogni autore è responsabile dell’originalità delle opere inviate e del loro contenuto.-Art. 5-Gli autori per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono al Circolo ricreativo Leonardo da Vinci di Bonelle, il diritto di pubblicare le opere partecipanti su eventuale antologia del premio o nel sito internet, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. Le  poesie inviate non saranno  restituite e la partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web. -Art. 6-A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte di ogni autore di €13 (tredici) che dovranno essere versate sul conto corrente postale n. 82391590  intestato a Nicola Giudice, Via Bonellina 316 – Pistoia, indicando come causale la partecipazione alla 8° edizione concorso poesia “Bottaccio”. 

                                                Art. 3                                                        
I testi dovranno essere inviati in numero di cinque copie di cui quattro senza nessun dato identificativo. Una copia oltre al testo poetico dovrà contenere le generalità, l’indirizzo postale, il telefono, se possibile l’indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio estro creativo e la propria firma.

-Art. 4-
I partecipanti devono far pervenire le proprie opere tramite posta al Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” via Bonellina n. 233 51100 Pistoia – entro il giorno 10 ottobre 2014, unitamente al bollettino di pagamento e alla scheda di adesione firmata (per eventuali ritardi farà fede il timbro postale). Per informazioni potete visitare il sito web del circolo www.arcibonelle.altervista.org oppure www.laviaccia.org, contattare il responsabile del concorso Nicola Giudice al numero 3382629078, o inviare una e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica a stefano.gargini2011@alice.it Ogni autore è responsabile dell’originalità delle opere inviate e del loro contenuto.
-Art. 5-
Gli autori per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono al Circolo ricreativo Leonardo da Vinci di Bonelle, il diritto di pubblicare le opere partecipanti su eventuale antologia del premio o nel sito internet, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. Le poesie inviate non saranno restituite e la partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web.

-Art. 6-
A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte di ogni autore di €13 (tredici) che dovranno essere versate sul conto corrente postale n. 82391590 intestato a Nicola Giudice, Via Bonellina 316 – Pistoia, indicando come causale la partecipazione alla 8° edizione concorso poesia “Bottaccio”.
 

-Art. 7-

La premiazione avverrà il giorno sabato 6 dicembre 2014 alle ore 18,00 a Bonelle presso il circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” alla presenza dei dirigenti del circolo e autorità cittadine. Tutti i partecipanti al concorso sono invitati alla cerimonia.I premi in denaro vanno ritirati personalmente dagli autori il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva. -Art. 8-Non possono partecipare al bando le poesie che hanno vinto o si sono classificate nelle prime tre posizioni in altri concorsi nazionali o internazionali. Qualora si verificasse questa eventualità le poesie verranno escluse dal concorso. -Art. 9-

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria.

 -Art. 10-

Premiazione. Gli autori finalisti saranno avvisati in tempo utile tramite e-mail, lettera o telefonicamente.

  Per la sezione A del  premio: 

I° classificato premio di € 500;

II° classificato premio di € 300;III° classificato premio di € 200. 

Sono previste targhe di riconoscimento e  menzioni d’onore .

 Per La sezione B del premio: 

I° classificato premio di € 300

II° classificato premio di € 200 

I premi in denaro vanno ritirati il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva.

 I premi delle diverse sezioni non sono cumulabiliA tutti i  premiati che parteciperanno alla cerimonia conclusiva verrà (oltre targhe o coppe) offerta la cena all’interno delle strutture del Circolo.Ai primi tre classificati della sezione A e ai primi due classificati della sezione B per il giorno 6 dicembre 2014  verrà offerto un pernottamento per due persone.La giuria potrà avvalersi  della facoltà di aumentare i premi sopra menzionati. Per l’organizzazione                          Nicola Giudice

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

INFORMATIVA

 In relazione agli art. 13 e 23 del D.lg n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, vi informiamo che i vostri dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell’archivio del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui in epigrafe. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo al “Responsabile del trattamento dei dati personali del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” Via Bonellina n. 233  51100 Pistoia.  Firma ……………………………………………   Scheda di partecipazione alla 8° edizione Concorso di Poesia “Bottaccio” circolo ricreativo Leonardo da Vinci.    Il sottoscritto                                                                               nato il                                                                                A                                                         residente in Via                                                                                                              Tel                                                       e-mail                                                               chiede di partecipare al concorso sopraindicato accettandone il bando. Dichiara di accettare il giudizio insindacabile dell’organo che effettuerà la valutazione delle opere; autorizza la eventuale pubblicazione delle opere  senza nulla chiedere alla stessa organizzazione del premio; esprime il proprio consenso alla trattazione, comunicazione e diffusione dei dati personali rilasciati in data odierna per gli usi interni dell’associazione e per tutte le iniziative da essa proposte, ai sensi della L. 675/96 , con particolare riferimento agli art. 11 e 20 del dec. Leg. N. 196 del 30/06/2003 N.B. Nella busta chiusa, oltre alle opere con l’indirizzo e i dati anagrafici, dovrà essere inserita la ricevuta del versamento effettuato.  Firma—————————————————- 

 

Il Bottaccio


                     

Premiazione del VII° premio di poesia “Il Bottaccio”

 

Come da consuetudine ormai consolidata si è svolta nel pomeriggio di sabato 23 Novembre la premiazione del premio nazionale di poesia “Il Bottaccio” giunto quest’anno alla settima edizione.

La cerimonia si è svolta come di consueto nel salone del Circolo, adornato di piante gentilmente offerte per l’occasione dai vivaisti Lara Gori e Riccardo Chiti, a cui vanno i nostri sentiti ringraziamenti.

Hanno fatto da cornice alla premiazione l’apertura di una mostra fotografica e la proiezione di un filmato d’epoca ambedue intitolati “Bonelle: sguardi e volti di ieri e di oggi”.

Terminata la proiezione del filmato e dopo i rituali messaggi di benvenuto da parte del presidente della giuria Giacomo Trinci, dalla presidente del Circolo ARCI Enrica Fragai, dal segretario del Club “La Viaccia” Nicola Giudice e in rappresentanza delle istituzioni dal Presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Calistri si procedeva alla premiazione delle poesie, cominciando da quelle segnalate, che venivano recitate dalle signore Donata Scarpa e Lalla Calderoni e dal signor Giovanni Cenerini ad eccezione della poesia “Vendemmia” di Andrea Grillotti da Montignoso (Massa Carrara), unico dei segnalati presenti alla premiazione, che veniva recitata dallo stesso autore. 



 

Quindi si passava alla premiazione delle poesie vincenti, al terzo posto si è piazzato

Enrico Sala da Albiate Brianza (Monza) con la poesia “Le mie scarpe”


 

Seconda classificata è risultata Anita Peloso Vallarsa da Verona con la poesia “Clown”.


 

 

Infine è stato proclamato vincitore Giovanni Caso da Siano (Salerno) con la poesia “Loro e noi”.


 

 

 

Il Club “La Viaccia” e il Circolo ARCI di Bonelle ringraziano i partecipanti al premio di poesia, auspicando una buona riuscita anche per gli anni a venire, un ringraziamento anche ad Umberto, Stefano e Nicola per l’allestimento della mostra fotografica e a Marco Bartolomei per la realizzazione del filmato.

 

 


 

 






 

 


Comunicato della Giuria del VII° premio nazionale di poesia

“Il Bottaccio”

 

La giuria comunica i risultati del concorso:

 

1° classificato: Loro e noi di Giovanni Caso da Siano (Salerno)

2° classificato: Clown di Anita Peloso Vallarsa da Verona

3° classificato: Le mie scarpe di Enrico Sala da Albiate Brianza (Monza Brianza)

 

 

Poesie segnalate:   

 

Radici di Benito Galilea da Roma

Vendemmia di Andrea Grillotti da Montignoso (Massa Carrara)

Le mie radici di Daniele D’Ignazi da Ciampino (Roma)

Vecchio tramonto nel Piceno di Tullio Mariani da Molina di Quosa (Pisa)

Per diseguaglianze e simmetrie di Anna Elisa De Gregorio da Ancona


PRIMA CLASSIFICATA

 

LORO E NOI

 

I nostri ebbero cieli di silenzi

e il grido dell’ortica sulla pelle,

camminarono insieme, come foglie

spinte avanti dal vento. Arida terra

sarchiarono con dita insanguinate,

una luna d’anguria nella sera

per placare la sete. Ed era il sonno

giaciglio di frumento e di papaveri

ed era la parola ebbra di luce

sulle labbra assetate.

 

Oh quegli sguardi

limpidi e puri e caldi di speranza

e le mani di scorza e di fatica.

La pioggia penetrava fino alle ossa

quando l’inverno urlava il suo dolore.

Noi non sapemmo quanto fosse dura

la vita, avemmo corse per le vigne

e la fionda di legno con l’elastico

e il lieve vorticare della trottola

avanti casa.

 

Tu lo sai che l’alba

impallidisce i sogni e li disperde,

ma la memoria resta, come luce

che splende all’improvviso dentro l’anima.

Avemmo noi l’inchiostro tra le dita

e il fuoco dei bracieri per scaldarci

e lave di pensieri. D’altra tempra

siamo fatti, ma non di quercia e rovi.

Teniamo i nostri giorni in una lacrima

e una lanterna a rischiararci il cuore.

 

Giovanni Caso

Motivazione: La poesia di Giovanni Caso "Loro e noi" , mette in scena il canto della memoria attraverso l'uso di un endecasillabo sciolto e duttile, che si apre agli oggetti e alle cose di un mondo perduto e ritrovato. la composizione è sciolta e scorre bene nel segno di un racconto onirico e reale insieme.


 

2 CLASSIFICATA

 

CLOWN

 

G’ò vardà el circo ieri sera

e me son proprio godù.

Po…quando l’è rivà lu…!

Co ‘l naso rosso, le scarpe sgionfe

che varda in su, la giaca che ghe bala,

le braghe che ghe trema e che ghe casca,

tegnue su, da un par de triache

vecie, mole e strache, postè su la finta pansa…

 

E fin che i batea le man

m’è vegnuo en mente

‘n altro naso rosso che g’ò incontrà

l’altro giorno en ospedal.

 

Co’l naso rosso, le braghe larghe e sbambolè,

co na giacheta tuta arcobalen

girava par le stanse de i butini,

en clown

co’ en scolapaste par capèl

e cantando…”Trentatre, trentatre, trentatre

el sgionfava colorati balonsini.

Svelte svelte, le son man le li intorcolava

che te fasei fatiga a capir,

ma in quatro e quatroto

eco fiori, girafe,gatini e can bassotto!

 

E intanto

i oci de i butini, nò i pensava più…

 

Anita Peloso


Motivazione: La poesia "Clown di Anita Peloso ha una spiccata freschezza e presenta una vivace caratterizzazione mimica e teatrale, con un sapiente uso dell'idioma dialettale e una duttile orchestrazione dei passaggi.



 

3 CLASSIFICATA

 

LE MIE SCARPE

 

Inzuppate

di tempo sprecato

nel fango dei giorni

pesano

le mie scarpe

 

ed è lento

il passo

sul sentiero del presente

dove corre veloce

la nostalgia del futuro.

 

Enrico Sala


Motivazione: La poesia "le mie scarpe" di Enrico sala, delinea con poche, essenziali e sobrie parole, il mistero della vita e la sua fatica, attraverso una scansione semplice delle immagini e un uso semplice del verso.


                                              Poesie segnalate                                          

 

 

 

RADICI

 

Anche alla terra è buio il mio ritorno

ma io so della quiete che ha chiuso questo viaggio,

in una notte di scale e di pensieri,

piena di neve forse

o delle naturali fughe che precorrono la morte.

 

Ho un abito di panno verde come gli occhi

del gatto che conosce la mia storia,

di me

gitano relegato a uno scritto e a un tempo

nel crescere rovistato dei fertili silenzi di un tripode.

 

È il nero assoluto di una notte

assoluta che porta ad ogni tegola lasciata,

ai naufragi che scuotono i passi delle lepri

sotto le lune di dicembre quando i venti

schiudono lo sguardo di mia madre.

 

Il passato fa parlare le chitarre

ma vivono di notte solo le giumente

mentre partoriscono con le orecchie calate

di contentezza.

 

E a noi neanche

l’occasione di un riscatto ai margini del bosco

dove è interrato Augusto lo zingaro

che faceva cestelli di vimini senza giunture,

e zoccoli a misura per cavalli importanti.

 

Nessuno può dire del confine

da sembianza

a sembianza

nel terrore dell’inverno entrato

come spirito oscuro per gelare le campane.

Neanche noi, ostinatamente vivi, taciturni,

in perenne esilio sugli argini dei fiumi

dove gli innamorati leggono il mondo.

 

E la follia del vino vecchio tarda

a chiudere la porta dell’altro secolo

che ci ha lasciato

come una casa disabitata per quieta speranza.

 

Benito Galilea


 

LE MIE RADICI

 

Dunque son qui.

Ho cercato a lungo cercato

le mie radici per strade cittadine

e per sentieri selvatici, percorsi

che portano infine a nulla, intorno

sento di aver perdutamente girato

a mo’ di mosca nel bicchiere vuoto

capovolto, vuoto come il senso

della disillusione, col capo volto

in basso, a compatir vagando

l’ostinazione d’ogni mio passo.

 

Quindi son qui.

Ho inseguito, per molto atteso,

assaggiato annusato vagheggiato,

nella forma limata del sasso non ho

colto il senso del tempo, non ho

le mie radici scorto, ma solo

lambito un’idea, saccheggiato

per un pensiero il campo intero

di tutto il sapere e il sentire,

tanto non ho trovato che nel cercar

perdere mi pare anche il motivo.

 

Ecco, son qui,

in questo angolo vegliato dai pini

a carezzar la pietra dura, si,

ma meno del guscio dell’anima mia:

dunque che forma, che consistenza,

che trame hanno, le mie radici?”.

Nessuno risponde, nulla ritorna

al mio grido, che si confonde

a un aratro cigolante nella sera.

Spesso ho voglia di fermarmi e restare

abbracciato a una zolla di terra.

 

Daniele D’Ignazi 


 

PER DISEGUAGLIANZE E SIMMETRIE

 

Cadono due petali

e la forma della peonia

è cambiata interamente

 

Murasaki  Shikibu

 

 

Certe mattine di aprile ventose,

sotto i campi, il mare sfiora il sublime.

E per noi la paura di impietrirsi

per averlo guardato

(siamo guerrieri inermi

davanti alla medusa).

Nel mondo speculare,

proprio là dietro il sole, altri di noi

proveranno un’identica sorpresa.

C’è un solo mare in mezzo alle terre,

che gli orizzonti falsamente tagliano:

di quell’oltre nel mondo

vorrei testimoniare,

e di mattine ventose in aprile.

 

Tanti i corpi in catene,

scortati arrivano in un cellulare,

che si perde alla curva d’orizzonte.

Hanno costretto le lingue a separarci

per renderci nemici

(cadono i petali della peonia

per quel male, lo stesso in ogni luogo).

Un’arca insensata siamo su un monte,

naufraghi per un’identica sorte:

entrando nella pelle accidentale

troviamo carne e venature uguali.

Servono adesso parole comuni

per traghettarci in una sola mappa,

in un solo pronome.

 

Anna Lisa De Gregorio


 

VECCHIO TRAMONTO NEL PICENO

 

Un lieve paradiso di colline

inanellate in dolci cordigliere

appende all’orizzonte gaie trine

tenui e leggere.

 

Aromi di lontane primavere

e l’usata agrodolce nostalgia

ravvivano l’arcano tuo potere,

o terra mia.

 

Mi pervade l’incanto, la malia

dell’arioso danzare dei crinali.

Vasti filari in trame di armonia

varie ed uguali.

 

Il vivido garrire e il frullo d’ali

scemano lenti, l’ora si allontana.

Più non celebri gli Angelus usuali,

vecchia campana.

 

Pure mi manchi. L’eco tua lontana

accarezzava il giorno nella fine

spargeva un’ode candida ed umana

tra le colline.

 

Tullio Mariani


 

VENDEMMIA

 

Sigaretta in bocca

E cappello di paglia

Un Dio nel cielo

Contro cui si scaglia

Così tira avanti

Sigaretta e bestemmia

In attesa di Settembre

E di una nuova vendemmia

Le mani ruvide

Per il fumo gialle

Una pancia vistosa

Gli incurva le spalle

Certo vi fu un tempo

In cui stava molto meglio

Un sogno lontano

Seguito dal risveglio

Adesso che è nel bar

Un po’ di vin si versa

Ed ubriaca il ricordo

Di una donna persa

In un giorno di sole

Poi giunto al tramonto

In cui le disse addio

Senza rendersene conto

La sua vita non è altro

Che perpetuo mutamento

Una fragile nuvola

Sotto i colpi del vento

È un vecchio contadino

E con i piedi l’uva pressa

Anno dopo anno

Finché il vento non cessa.

 

Andrea Grillotti


 


 


 


 



 

 


 


 


 


Premio di poesia “Il Bottaccio" – Comunicato della Giuria

 

La giuria della settima edizione del premio nazionale di poesia “Il Bottaccio”, composta da: Stefano Gargini Giuliana Bisconti, Lalla Calderoni, Giovanni Cenerini, Manuela Galardini, Anna Gemelli, Giuseppe Gherardi, Giuseppe Grattacaso, Mauro Moretti, Alda Niccolai, Donata Scarpa e Giacomo Trinci, presieduta da Giuseppe Grattacaso, si è riunita il giorno giovedì 07/11/2013 e rende note le poesie finaliste che sono:

10 secondi e 2 decimi

Amori come lampi

Clown

Compongo la bellezza dell’autunno

E un pugno tiro al cielo

Egeo

Guardare avanti

Il bagno dei poveri

Il colore del dolore

Il muro del silenzio

Il nuotatore solitario

Il tempo delle ortensie

Il trucco della gioia

Io e Miryam

L’ultimo viaggio di Ahab

L’uomo che leggeva Edgar Lee Masters

La locomotiva del mare

Le mie radici

Le mie scarpe

Lo scriba di Dachao

Loro e noi

Maledetta notte

Misticanza

Non ho dimenticato il mio paese

Occhi di donna

Per disuguaglianza e simmetria

Primavera del 1943

Radici

Reina Maria

Ricerco

Sono Francesca

Una colomba in volo

Vecchio tramonto nel Piceno

Vendemmia

Verso sera

Ci dispiace sottolineare che le adesioni nella Sez. B (giovani) sono state scarsissime e quindi, come da regolamento del bando di Concorso, sono state giudicate assieme alla Sez. A.

I primi giorni della prossima settimana pubblicheremo le poesie vincitrici e quelle meritorie di segnalazione.

 


Concorso Nazionale di Poesia

“Il Bottaccio”

Circolo ricreativo Leonardo da Vinci

 edizione

REGOLAMENTO

-Art. 1-

Il concorso di poesia è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che abbiano compiuto diciotto anni di età e si articola in due sezioni:

 

Sezione A – Poesia inedita in lingua italiana a tema libero (saranno accettati testi in  versi liberi  in metrica o vernacolo);

 

Sezione B – Poesia inedita giovani in lingua italiana a tema libero. A questa sezione potranno partecipare coloro che alla data del 10/10/2013 non abbiano compiuto il trentesimo anno di età; al ritiro del premio verrà richiesta l’esibizione di un documento di identità.

I premi verranno assegnati se il numero dei partecipanti sarà di almeno quaranta, altrimenti verranno giudicati nella Sez. A.

 

-Art. 2-

Ogni autore può inviare fino a due opere in lingua italiana, ciascuna non eccedente 35 versi. Per le diverse caratteristiche delle sezioni indicate, ogni autore può partecipare ad una sola delle due sezioni. Le poesie dovranno essere battute a macchina  o compilate al computer.

 

-Art. 3-

I testi dovranno essere inviati in numero di cinque copie di cui quattro senza nessun dato identificativo. Una copia oltre al testo poetico dovrà contenere le generalità, l’indirizzo postale, il telefono, se possibile l’indirizzo e-mail, la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio estro creativo e la propria firma.

 

-Art. 4-

I partecipanti devono far pervenire le proprie opere tramite posta al Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” via Bonellina n. 233  51100 Pistoia – entro il giorno 10 ottobre 2013, unitamente al bollettino di pagamento e alla scheda di adesione firmata  (per eventuali ritardi farà fede il timbro postale). Per informazioni potete visitare il sito web del circolo http://www.arcibonelle.altervista.org/ oppure www.laviaccia.org,  contattare il responsabile del concorso  Nicola Giudice al numero 3382629078, o inviare una e-mail  al nostro indirizzo di posta elettronica a mailto:stefano.gargini.2011@alice.it oppure nicolagiudice@katamail.com Ogni autore è responsabile dell’originalità delle opere inviate e del loro contenuto.

-Art. 5-

Gli autori per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono al Circolo ricreativo Leonardo da Vinci di Bonelle, il diritto di pubblicare le opere partecipanti su eventuale antologia del premio o nel sito internet, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. Le  poesie inviate non saranno  restituite e la partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web.

 

-Art. 6-

A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte di ogni autore di €13 (tredici) che dovranno essere versate sul conto corrente postale n. 82391590  intestato a Nicola Giudice, Via Bonellina 316 – Pistoia, indicando come causale la partecipazione alla 7° edizione concorso poesia “Bottaccio”.

 

 

-Art. 7-

La premiazione avverrà il giorno sabato 23 novembre 2013 alle ore 17,00 a Bonelle presso il circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” alla presenza dei dirigenti del circolo e autorità cittadine. Tutti i partecipanti al concorso sono invitati alla cerimonia.

I premi in denaro vanno ritirati personalmente dagli autori il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva.

 

-Art. 8-

Non possono partecipare al bando le poesie che hanno vinto o si sono classificate nelle prime tre posizioni in altri concorsi nazionali o internazionali. Qualora si verificasse questa eventualità le poesie verranno escluse dal concorso.

 

-Art. 9-

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria.

 

-Art. 10-

Premiazione. Gli autori finalisti saranno avvisati in tempo utile tramite e-mail, lettera o telefonicamente.

 

 Per la sezione A del  premio:

 

I° classificato premio di € 500;

II° classificato premio di € 300;

III° classificato premio di € 200.

 

Sono previste targhe di riconoscimento e  menzioni d’onore .

 

Per La sezione B del premio:

 

I° classificato premio di € 300

II° classificato premio di € 200

 

I premi in denaro vanno ritirati il giorno stesso della premiazione, in caso contrario andranno ad aggiungersi a quelli dell’edizione successiva.

 

I premi delle diverse sezioni non sono cumulabili

A tutti i  premiati che parteciperanno alla cerimonia conclusiva verrà (oltre targhe o coppe) offerta la cena all’interno delle strutture del Circolo.

Ai primi tre classificati della sezione A e ai primi due classificati della sezione B per il giorno 23 Novembre 2013  verrà offerto un pernottamento per due persone.

La giuria potrà avvalersi  della facoltà di aumentare i premi sopra menzionati.

 

Per l’organizzazione

                          Nicola Giudice

 

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

INFORMATIVA

 

In relazione agli art. 13 e 23 del D.lg n. 196/2003 recanti disposizioni a tutela delle persone ed altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, vi informiamo che i vostri dati anagrafici, personali ed identificativi saranno inseriti e registrati nell’archivio del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” ed utilizzati esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui in epigrafe. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo al “Responsabile del trattamento dei dati personali del Circolo ricreativo “Leonardo da Vinci” Via Bonellina n. 233  51100 Pistoia. esercitare tutti i diritti di cui all

 

 

Firma ……………………………………………

 

 

 

Scheda di partecipazione alla 6° edizione Concorso di Poesia “Bottaccio” circolo ricreativo Leonardo da Vinci.

 

 

 

 

Il sottoscritto                                                                                                  nato il                                                                               

 

A                                                         residente in                                         Via                                                                             

 

Tel                                                       e-mail                                                              

 

chiede di partecipare al concorso sopraindicato accettandone il bando. Dichiara di accettare il giudizio insindacabile dell’organo che effettuerà la valutazione delle opere; autorizza la eventuale pubblicazione delle opere  senza nulla chiedere alla stessa organizzazione del premio; esprime il proprio consenso alla trattazione, comunicazione e diffusione dei dati personali rilasciati in data odierna per gli usi interni dell’associazione e per tutte le iniziative da essa proposte, ai sensi della L. 675/96 , con particolare riferimento agli art. 11 e 20 del dec. Leg. N. 196 del 30/06/2003

 

N.B. Nella busta chiusa, oltre alle opere con l’indirizzo e i dati anagrafici, dovrà essere inserita la ricevuta del versamento effettuato.

 

 

Firma—————————————————-

 


 


 

 

 


 

 

 

Cerimonia di premiazione del VI° premio di poesia “Il Bottaccio”


 

Anche quest’anno, come da tradizione ormai consolidata da sei anni, siamo giunti al giorno della cerimonia di premiazione del concorso di poesia “Il Bottaccio” organizzato dal club culturale “La Viaccia” con il supporto del Circolo ricreativo A.R.C.I. di Bonelle, giunto quest’anno alla sesta edizione.

Nonostante le difficoltà in cui si sta dibattendo il circolo la manifestazione è riuscita perfettamente supportata da un folto pubblico attento e competente.

È da notare come il nostro concorso quest’anno sia cresciuto sia dal punto di vista quantitativo, (gli elaborati si sono attestati intorno alle trecento unità con circa duecento partecipanti), sia dal punto di vista qualitativo.

Riandando con la memoria alla prima edizione del premio, rammentiamo i timori legittimi di chi inizia una nuova avventura. A tal proposito vorremmo ringraziare il poeta Umberto Vicaretti, che, nonostante i vari premi vinti in altri concorsi, molto più importanti del nostro, preferì onorarci della sua presenza in questa nostra Casa del Popolo. Simbolicamente, attraverso lui, ringraziamo tutti i poeti che hanno partecipato al nostro concorso in questi anni.


 

La serata si è aperta con l’apertura della mostra dell’artista Valerio Savino, artista quanto mai poliedrico che si dedica con eguale perizia alla pittura, alla scultura, al disegno ed alla poesia.



                            L’artista Valerio Savino davanti al suo quadro “Le tre età della donna”

 


 

Siamo quindi passati alla premiazione del concorso poetico, hanno presenziato alla stessa i componenti della giuria Stefano Gargini, Giacomo Trinci, che ha condotto esemplarmente come sempre la serata, ai quali si è aggiunto in seguito il presidente Giuseppe Grattacaso, giunto in ritardo a causa di altri impegni , ma che non ha voluto comunque mancare all’appuntamento, dall’assessore alla cultura del comune di Pistoia Elena Becheri, da Enrica Fragai, presidente del circolo A.R.C.I. di Bonelle ed infine Nicola Giudice presidente del club “La Viaccia”.


 

 

             La Presidente del Circolo di Bonelle da il benvenuto al pubblico

 

 

Il primo partecipante ad essere premiato è stato Andrea Bonfiglio di Pistoia, secondo classificato della categoria giovani con la poesia “Notturno” recitata da Manuela Galardini. Il premio è stato consegnato dall’assessore Elena Becheri.



 

                                  Andrea Bonfiglio con Elena Becheri e Nicola Giudice

 

 

La seconda poesia ad essere premiata è stata “L’ombra dell’autismo” di Giorgia Spurio di Caselle di Maltignano (Ascoli Piceno) vincitrice del primo premio della categoria giovani la quale ha recitato ella stessa il proprio elaborato ed è stata premiata anch’ella dall’assessore Elena Becheri.



 

                                            Giorgia Spurio con Elena Becheri e Nicola Giudice

 

 

Siamo quindi passati alla premiazione dei concorrenti della sezione A cominciando dalle poesie segnalate le quali sono risultate “Dalle torri fumarie” di Carmelo Consoli da Catania e “Di notte Madeline” di Elena Malta da Pescara che non ha potuto essere presente alla premiazione.



 

                                            La premiazione di Carmelo Consoli

 

 

Il terzo premio è andato al poeta Angelo Taioli di Voghera (Pavia) con la poesia “Sottobraccio all’autunno” che è stato premiato dal presidente della giuria del premio Giuseppe Grattacaso.



 

                               Angelo Taioli con Giuseppe Grattacaso e Nicola Giudice

 

 

 

Il secondo premio della sezione A è andato a una nostra vecchia conoscenza, la poetessa Loriana Capecchi di Quarrata con la poesia “Ragazzi di campagna”.

 

 

 

                          Loriana Capecchi tra Elena Becheri e Nicola Giudice

 

 

Siamo così giunti al top della serata con la proclamazione della vincitrice assoluta del VI° premio di poesia “Il Bottaccio”, che è andato alla poetessa Tiziana Monari da Monghidoro (Bologna) con la poesia “I bambini di San’a” .



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                        La premiazione di Tiziana Monari

 

 

 

La serata è stata allietata dalla nostra giovanissima amica Erika Bonacchi che ha deliziato il pubblico con i suoi intermezzi musicali.



 

La bravissima tastierista Erika con l’assistente Sara

 

 

Come da consuetudine la serata si è conclusa con la tradizionale cena conviviale tra gli organizzatori ed i partecipanti al premio, con l’auspicio di ritrovarsi ancora l’anno prossimo per la settima edizione del premio.

 

(Testi e foto di Umberto Taddei)

 

 

 

Riportiamo qui di seguito i testi delle poesie premiate e segnalate con le relative motivazioni.

 

1° classificata

I bimbi di San'a

 

Con felice scelta prosodica e un'accurata costruzione di immagini, la poesia ci porta in una terra lontana, consegnandoci alla bellezza e alla crudeltà della sua storia e del suo presente. Della vita dei bambini protagonisti, che “camminano già grandi” e che sono “piccoli agnelli divenuti lupi”, viene messa in risalto tutta la drammatica condizione di violenza in cui sono costretti. A tale condizione fa da contraltare il magico paesaggio naturale. Il contrasto condensato tra la bellezza del paesaggio e la dolorosa esistenza infantile è condensata nei versi “solo il rosmarino nell'orto / e mine sepolte tra l'oleandro e il grano”.

 

È terra di latte e miele San’a, sospesa in dorate illusioni

abbracciata dal grido stridulo del falco

bella e crudele d’azzurro, colma di melograni rossi, di rose profumate d’oriente

di bimbi snelli come sciacalli,

la pelle color cannella, il naso camuso, le labbra sottili dalla curva sprezzante

 

hanno il volto acceso, perso nel tempo della supplica i bimbi di San’a

figli di antiche carovane, figli di sabbie chiare

il kalashnikov al collo, i dadi truccati alla cintura

camminano già grandi, crepati dal calore del sole

solcando rughe con sciabole luccicanti

i pugnali d’argento rannicchiati in un angolo del cuore

 

stanno appoggiati al blu cupo della notte i bimbi di San’a

piccoli agnelli divenuti lupi

i capelli spettinati, le spalle avvezze alle intemperie

consumati dalla polvere del tempo

mai stati bimbi, nati già uomini

le grida in falsetto del muezzin che chiama alla preghiera

e solo il rosmarino nell’orto

e mine sepolte tra l’oleandro e il grano.

 

Muoiono così, senza luna, senza sogni, senza stelle sul soffitto della stanza

senza nessuna amore stretto in mano, consumati dalle onde

funamboli incorniciati da ali di gabbiani

i bimbi snelli come sciacalli di San’a.

(Tiziana Monari)

 

 

2° classificata

Ragazzi di campagna

 

I “ragazzi di campagna” cui fa riferimento la lirica hanno ormai visto svanire la loro adolescenza. Lo sguardo dell'autore poggia nostalgicamente su un passato durante il quale era possibile un rapporto sereno e diretto con la natura, quando la semplicità dello sguardo sul mondo permetteva di coglierne più in profondità la bellezza. L'autore affronta il tema con mano leggera e controllata.

 

 

L’infanzia ci vestì di terra e grano

e il vento ci raccolse nelle braccia

liberi i piedi all’acqua di torrente

o lungo polverose strade bianche.

 

Lo stupore imparammo nei tramonti

il cielo nelle fosse e il bacio d’erba

un’anima ci disse nelle cose.

 

In mano una fetta di pane

nell’altra una fionda

nostro fu il tempo fermo ad una conta.

 

E a notte c’incantò spesso la luna

che gli occhi ci leggeva fino al fondo.

 

Ai giorni dell’inverno le parole

scrivemmo sopra i vetri.

Mani al fuoco.

I vecchi nel silenzio della sera.

E noi incantati al guizzo di scintille

le monachine

su per il camino

in fuga a ricercare fredde stelle.

 

La fiamma alle pareti disegnava

sagome fluttuanti.

Tramontana

contro la porta l’urlo che annunciava

giorni di gelo e qualche volta fame.

 

Per noi dentro cappotti rivoltati

fu solamente tempo di bellezza.

(Loriana Capecchi)

 

3° classificata

Sottobraccio all'autunno

 

Il linguaggio essenziale, sempre misurato ed insieme fortemente evocativo, è la caratteristica principale della lirica, che ci trasporta all'interno di un paesaggio autunnale del quale avvertiamo l'intimo palpito e il profondo avvolgente respiro. Il lettore è così invitato a scoprire la misteriosa e commovente trepidazione che sembra muovere animali ed altri personaggi della natura.

 

 

Sottobraccio all’autunno camminiamo

sopra il tappeto di foglie di pioppi

dentro il fiato sottile della nebbia

calate in Lomellina

incontro ai giorni

delle rane nascoste nella terra

dei tramonti improvvisi

 

e senza rondini.

L’airone adesso è fermo nel respiro

verde della marcita

 

contro l’argine

della risaia si consuma il fuoco

delle stoppie

 

e una coppa

capovolta

di luna

versa su di noi

la sera.

(Angelo Taioli)

 

 

Segnalata

Dalle torri fumarie

 

L'autore affronta con concentrata partecipazione una significativa tematica sociale d'attualità, sottolineando la condizione di straniamento che si produce nel vedere il mondo da un'ottica diversa, dalle torri fumarie appunto, “a un passo dalla luna”, dove ci si trova “ a sventolare la dignità finita nel macero dei sogni”, a lottare per il posto di lavoro.

 

Quassù dalle torri fumarie adesso

è la voce dei megafoni a squarciare la valle;

i fumi sciolti nelle inutili attese,

il cielo rosso fiamma di bandiere.

È così da mesi.

Quassù non avremmo mai pensato

che fosse tanto dolce il pendio dei colli,

tanto amaro il silenzio delle sirene;

stupiscono le trine rosa dei tramonti,

nelle notti le tende preparate

sono lucciole tremule gonfie di speranze.

 

È così da mesi

col coltello tra i denti e la nostalgia dei figli

annidati sul cuore spento delle fonderie,

nelle malinconie dei torni, delle presse

a un passo dalla luna, nel volo dei merli.

Non avremmo mai creduto di arrampicarci

un giorno nella vertigine dei venti metri

in un ceruleo vuoto di orizzonti,

scalare metro dopo metro il cilindro dei mattoni

fino in cima nell’aria sospesa dei giorni di lavoro

a sventolare la dignità finita nel macero dei sogni.

 

È così da mesi

tra funi e carrucole, il saliscendi delle ceste

per la magra colazione

nello stupore delle albe, delle stelle,

nel coro delle mogli giù nei cementi del piazzale.

Quassù a un passo dalla luna

avvolti in un giro di striscioni

con la voce finita, la barba lunga

resistiamo come aquile tenaci

sopra i capannoni decisi a non mollare

il nido sottile della vita.

(Carmelo Consoli)

 

Segnalata

Di notte Madeline

 

L'argomento della poesia, di forte impatto emotivo, viene risolto con la musicalità di un endecasillabo dalla pacata e distesa modulazione, che finisce per mettere ancora più in risalto la tragica realtà raccontata.

 

Al buio, con la falce della luna,tra i flutti, in mare aperto, su un gommone,

è nato a Madeline il suo bambino,

proprio nel cuore freddo della notte.

 

Non sorge la cometa all’orizzonte.

 

Appare solo un faro in lontananza.

La luce sfilacciata, nella nebbia

che avvolge il molo prima del mattino,

si frange e incerta annega a pelo d’acqua

col cuore dei natanti alla deriva

che vedono soltanto il naufragare.

Han sete tutti e freddo e tanto sonno,

tra i languidi riflessi delle onde

che esalano zaffate di salmastro

a ridestare il senso di un approdo

per un carname sfatto tra gli stenti.

Ronza il motore ancora e perde colpi,

come carretta vecchia e navigata

che fa la spola per Pantelleria,

da inferni dove dura è l’esistenza

e stare al mondo è un puro terno al lotto

giocato, se sei femmina, alla riffa

e in tutti gli altri casi sulla sorte.

 

Non vengono pastori, nè Re Magi.

 

Qualcosa di dorato s’intravede:

è una coperta termica, stagnola,

che tenga ora al riparo della notte

e avvolga, come un buon cioccolatino,

il bimbo stretto al cuore di Madeline.

(Elena Malta)

 

Prima classificata, sezione giovani.

“L'ombra dell'autismo” di Giorgia Spurio, si caratterizza per una dizione poetica dura e asciutta, controllata rigorosamente nella scansione di un verso che slitta dal novenario all'endecasillabo irregolare. La musica è ricca di allitterazioni ed altre figure di suono che contribuiscono a creare il ritratto cupo, angoloso, ma non spento di una situazione difficile di attesa.

 

Dondolo appeso tra sogni e nuvole,

tra perle di collane incastonate da pensieri,

nel cosmo che mi chiude il petto

e mi prende il sorriso.

 

-Non- urlo,

mordo ai pugni dell’indifferente gente,

suono per sorde note

e mute margherite

da regalare al vaso del mio incolore mondo.

 

È un ritratto che non guardo,

lo specchio sembra un gatto

senza smorfie né miagolio

per il mio lontano udito.

 

E i muri…riflettono l’ombra del mio autismo…

 

Il torpore invade fino alla paralisi,

e i suoi assenti corrodono come denti

roditori senza sosta nella mente.

 

Spegnete il buio.

 

Mi arrampico, su, verso noci in fiore,

verso silenzi da infrangere,

ancora più su, verso i nidi delle rondini,

verso i soffitti che confinano con la realtà,

e creerò di porcellana

di rosso come i papaveri

e d’oro come i girasoli

le comete –dei desideri-

tra le mie dita.

(Giorgia Spurio)

 

Seconda classificata, sezione giovani

“Notturno” di Andrea Bonfiglio, con quello sgranarsi di cinque terzine che, cinematograficamente, sbalzano un paesaggio notturno, si incide in modo nitido nella mente, aiutato da un fraseggio sapiente e controllato. Ogni terzina inquadra un aspetto della vita e chiude il suo universo in modo netto ed evidente.

 

 

S’arrampica il sentiero sul pendio

mentre s’impiglia già la mezza luna

all’unghia del cipresso, oltre la siepe.

 

Fra le campagne d’orti ricamate

inermi stanno eserciti di viti,

più in là silenti ondeggiano trifogli.

 

Il passo del Grecale è sulla ghiaia,

com’è nell’aria il fiato dei frantoi

e l’eco di vendemmie ormai mature.

 

Si sbracciano gli ulivi sui declivi

protesi a valli cariche di lumi,

sciami confusi di lucciole tremanti.

 

Al davanzale è lieto l’indugiare

del guardo arreso a boccoli di stelle,

scintille d’una notte senza fine.

(Andrea Bonfiglio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



La giuria del premio nazionale di poesia “Il Bottaccio”, composta da Giampaolo Aiuti, Giuliana Bisconti, Lalla Calderoni, Giovanni Cenerini, Manuela Galardini, Stefano Gargini, Anna Gemelli, Giuseppe Gherardi, Giuseppe Grattacaso, Mauro Moretti, Alda Niccolai, Donata Scarpa e Giacomo Trinci, presieduta da Giuseppe Grattacaso, si è riunita il giorno 23/10/2012, discutendo ancora una volta le 30 poesie selezionate, ha preso la seguente decisione:

 

Sezione A

 

1° I bimbi di San’a di Tiziana Monari di Monghidoro (BO)

2° Ragazzi di campagna di Loriana Capecchi da Quarrata

3° Sottobraccio all’autunno di Angelo Taioli da Voghera (PV)

 

Poesie segnalate:

 

Dalle torri fumarie di Carmelo Consoli da Catania

Di notte Madeline di Elena Malta da Pescara

 

 

 

 

Sezione B

 

1° L’ombra dell’autismo di Giorgia Spurio da Caselle di Maltignano (AP)

2° Notturno di Andrea Bonfiglio da Pistoia

 

 

La Giuria del premio nazionale di poesia “Il Bottaccio” riunita il 22 Ottobre, dopo un’attenta valutazione e dato il livello qualitativamente elevato degli elaborati, ha  prescelto le trenta poesie finaliste:

 

Per la sezione A:

 

Appena venti versi fa ero all’oscuro di tutto

C’era una volta

Circolo polare Artico

Come un girasole

Comm’è scuro ca sotto…

D’acqua e di luce

D’altri è questo tempo

Dalle torri fumarie

Di notte Madeline

Geografia di una vita

Groppoli 25 Agosto 1944

I bimbi di San’a

Il passo dei montanari

Iris

L’esperienza della neve

La morte della pianta senza nome

Le barche di cemento

Lontano

Mi sirò là

Nel sole

Oltre

Questo eclissarti

Ragazzi di campagna

Roma

Se l’altrove

Segnali di primavera

Solitudine

Sottobraccio all’autunno

Spleen moderno alla Cavana

Una lingua bambina

 

Per la sezione B

 

Ai monti

L’ombra dell’autismo

Luna

Notturno

 

La Giuria ha deciso di rivedersi domani 23 ottobre per stilare la graduatoria definitiva delle poesie premiate e di quelle segnalate.

Quanto prima verrà pubblicata sul nostro sito la classifica finale.

 

 

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La giuria del VI premio nazionale di poesia “Il Bottaccio”, composta da: Giampaolo Aiuti, Giuliana Bisconti, Lalla Calderoni, Giovanni Cenerini, Manuela Galardini, Stefano Gargini, Anna Gemelli, Giuseppe Gherardi, Giuseppe Grattacaso, Mauro Moretti, Alda Niccolai, Donata Scarpa e Giacomo Trinci, presieduta da Giuseppe Grattacaso, si riunirà il giorno lunedì 22 ottobre 2012 alle ore 17.30 presso il Circolo ARCI Bonelle, discutendo tutte le poesie, tra le quali ne verranno selezionate 30, che entreranno nel novero delle finaliste. La riunione successiva è già da ora fissata per il giorno 25 ottobre alla fine della quale saranno pubblicate le poesie vincitrici e quelle segnalate.